L'albero più alto d'Italia e SuPerAlberi

Jan 03, 2017 | scritto da:

L'albero più grande d'Italia è un abete dell'Oregon, è alto 62,45 metri, ha una circonferenza del tronco di 3,31 metri e si trova in Toscana, per la precisione nella riserva naturale di Vallombrosa nel comune di Reggello, in provincia di Firenze.

La pianta da guinness è stata scovata e misurata da 'SuPerAlberi', il team di esperti arboricoltori, agronomi e tree-climber friulani che da quasi 30 anni lavora in Italia, in Europa e nel mondo per studiare, tutelare e curare gli alberi monumentali in modo totalmente eco-sostenibile. Il gigante, che in gergo tecnico è conosciuto come 'Pseudotsuga menziesii', è una conifera sempreverde originaria del Canada e del Nord America, ma ormai ampiamente diffusa anche nelle nostre zone.


Ma... come si misura un albero? Il metodo più qualificato, riconosciuto scientificamente a livello mondiale per determinare l’altezza dei grandi alberi, è la misurazione diretta sul campo, scalando la pianta, il cosiddetto direct tape drop. Questo metodo fa parte della filosofia di 'SuPerAlberi' che, con interventi in Italia, in Europa e nel resto del mondo, è l’unica azienda italiana a misurare gli alberi con questo sistema e a coniugare i sistemi di potatura sostenibili con interventi in tree climbing mettendo l’uomo al completo servizio della natura.


La ricerca per trovare l’albero più alto d’Italia è stata una vera e propria impresa nella storia del nostro patrimonio naturale. È la prima volta che viene fatto un censimento reale delle piante più alte del nostro Paese: 8 esperti sono partiti per una spedizione durata 20 giorni e hanno scalato 25 alberi. “Siamo partiti da una lunga ricerca bibliografica negli archivi del patrimonio forestale nazionale per individuare le 50 piante più alte del paese - spiega Andrea Maroè, fondatore di 'SuPerAlberi' e attuale responsabile degli alberi monumentali per la regione Friuli Venezia Giulia - Dopo una prima analisi, ne abbiamo scalate 25 tra Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Lazio fino ad arrivare a Vallombrosa. L’importanza degli alberi storici e monumentali non rappresenta solo un valore naturalistico, ma anche culturale e sociale. Queste piante, infatti, vivono per un tempo lunghissimo e di gran lunga superiore alla vita media di un uomo: ecco perché è nostro dovere tutelarle, perché rappresentano un patrimonio intergenerazionale destinato a perdurare nel futuro”.

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