L'Amazzonia non conosce tregua: il Brasile lotta contro la deforestazione

Dec 06, 2015 | scritto da:

La COP 21, la conferenza internazionale sul clima che si è tenuta a Parigi nei giorni scorsi, si è aperta con una brutta figura per il Brasile che ha visto un aumento del tasso di deforestazione pari al 16%.

I dati satellitari hanno rivelato, infatti, che nel 2015 circa 5,831 chilometri quadrati di foresta sono stati abbattuti o bruciati nell'Amazzonia brasiliana, nonostante gli sforzi del governo (monitoraggio ad alta tecnologia, sanzioni finanziarie rigide e controllo diretto) per mettere un freno a questo fenomeno devastante per l'ecosistema planetario. La colpa è dell’agricoltura industriale e dell’allevamento intensivo praticati sul territorio, soprattutto nell'area del Mato Grosso, in Rondônia e Amazonas.

La deforestazione è la principale responsabile del cambiamento climatico con il 15% di emissioni di gas serra, ma non solo: il 57% delle specie animali e vegetali che abitano la foresta rischiano di estinguersi ai tassi di dissodamento attuali. In questa cornice poco promettente è importante però ricordare che sono stati fatti anche numerosi passi avanti: i tassi medi di deforestazione nel corso degli ultimi quattro anni sono diminuiti del 80% e il Brasile si è posto l'obiettivo di eliminare il disboscamento illegale entro il 2030. Anche se questa guerra è lungi dall'essere vinta, le speranze di un futuro migliore non mancano.

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