L'arte del riciclo di Stuart Haygarth

Jun 12, 2016 | scritto da:

Giocare con i colori, le forme e dare nuova vita a materiali ormai considerati spazzatura, trasformandoli in vere e proprie opere d'arte. Stuart Haygarth, artista anglosassone di fama internazionale, durante le sue passeggiate, raccoglie oggetti banali di uso quotidiano che raccontano una storia, li porta nel suo laboratorio, li cataloga e poi li assembla ridando loro una nuova identità: nascono così lampadari, installazioni e affascinanti sculture di luce.

Tra le sue opere, una più bella dell'altra, 'Strand' è quella che senza dubbio merita un'attenzione particolare. Commissionata dalla University College London Hospitals per un'esposizione permanente presso il nuovo UCH Macmillan Cancer Centre di Londra, l'installazione si presenta come una forte metafora del cancro, una malattia che direttamente o indirettamente coinvolge sempre più persone e che sta diventando una delle nostre più grandi paure. Trattare con questa malattia è allo stesso tempo un viaggio mentale e fisico che getta i malati e le loro famiglie verso l'ignoto, pertanto il punto di partenza dell'opera non poteva che essere un viaggio fisico e mentale dell'artista stesso.

 

Stuart ha camminato lungo la costa da dove il fiume Tamigi incontra il Mare del Nord, da Gravesend fino a Land's End. Ha scelto la costa perché storicamente il mare è stato considerato come qualcosa di 'sconosciuto'. Lungo questa passeggiata di 450 miglia ha raccolto oggetti artificiali (accendini, guanti, pettini, scarpe) che erano stati portati a riva dalle acque. I materiali raccolti rappresentano una sorta di archivio, un intreccio di storie di vite sconosciute che si uniscono e l'artista ha deciso di classificarli in base al colore, dal bianco al nero, immaginando che una diagnosi di cancro crei un'esplosione di emozioni e reazioni mentali ed emotive, tra cui la confusione, un senso di caos, ma anche la forza e la determinazione. Con gli oggetti Stuart ha creato un boom di colori (i più chiari all'interno, fino ad arrivare gradualmente al nero nelle parti più esterne) e di forme che, attraverso la disposizione precisa e il montaggio, irradiano anche una sensazione di calma e controllo, sospesi con fili trasparenti a dei basamenti fissati sul soffitto.

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