L'insostenibilità dello shopping online

Feb 20, 2016 | scritto da:

Diciamolo senza paura: lo shopping online è una vera e propria goduria: te ne stai seduto davanti al computer, scegli con calma tra migliaia di prodotti e aspetti che il corriere suoni il campanello. Sì perché quella sensazione di soddisfazione di quando il pacchetto pronto da scartare ti arriva direttamente alla porta, la conosci bene anche tu e magari in questo momento ti sto facendo venir voglia di fare qualche altro piccolo acquisto.

Prima però di cliccare ‘aggiungi al carrello’, dovresti sapere che tutto questo comprare online con gli anni ha sensibilmente peggiorato la congestione del traffico e le emissioni di carbonio legate ai trasporti. Sebbene a uno sguardo superficiale non sembrerebbe, in realtà i camion utilizzati per le consegne contribuiscono in maniera sostanziale alla concentrazione di micro particelle inquinanti (PM2.5) nell’aria, dannose per ambiente e salute.

L’idea di mappare tutte le ricadute ambientali dello shopping online, è venuta all’Università del Delaware: i ricercatori dell’istituto con sede a Newark (New Jersey) hanno condotto un sondaggio sulle abitudini e le preferenze d’acquisto dei residenti della città e hanno utilizzato le risposte per calcolare la quantità dei beni acquistati attraverso un click. Hanno poi aggiunto anche il numero dei veicoli che si mettono su strada e quello dei pacchi che normalmente ciascuno trasporta. Risultato? Il totale delle miglia percorse dai veicoli non è diminuito affatto con la crescita dello shopping online, anzi: approfittando del tempo risparmiato con la spesa su internet, anche gli stessi clienti si mettono in macchina per andare al ristorante, andare al cinema o in palestra, aggiungendo ulteriori veicoli per le strade.

Lo shopping online, visto così, non sembra poi così tanto verde e sostenibile: sei ancora determinato a cliccare ‘aggiungi al carrello’?

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