L'uomo che ha fermato il deserto

Mar 10, 2016 | scritto da:

Hic sunt leones, dicevano i romani. Quella striscia di terra arida e all’epoca inesplorata, era semplicemente segnalata come terra dei leoni, troppo pericolosa per gli uomini e soprattutto troppo calda per la vita. Col tempo il deserto non è cambiato: il miraggio dell’acqua che porta la vita continua a essere tale, mentre la siccità è sempre più tangibile.

Con le mie parole oggi ti porto nel Sahel, un’ampia fascia geografica che si estende a sud del Sahara; segna il passaggio dal deserto alla savana, ma è a sua volta segnato dalla desertificazione. Il suolo è estremamente povero, sia a causa del clima, sia per l’abuso che ne è stato fatto negli ultimi decenni: pastorizia e agricoltura intensiva. Combattere il deserto sembra impossibile qui, troppo difficile fermare la sua avanzata.

Difficile è anche combattere i pregiudizi e la mentalità delle persone, ma Yacouba Sawadogo ha vinto su entrambi, riuscendo a rendere fertili aree brulle e inospitali. Nel 1980 Yacouba, contadino del Burkina Faso, ha iniziato a lavorare la terra utilizzando un’antica pratica agricola africana aggiornandola a modo suo.

L’antica pratica era quella delle fosse zai: scavare nel suolo secco e brullo dei micro bacini in grado di trattenere l’acqua. L’aggiornamento consisteva nel fare molti più fori sul terreno aumentandone le dimensioni e riempiendoli di compost (foglie e letame). Le fosse si preparano durante la stagione secca, così, nel corso della stagione delle piogge, i fori pieni di compost catturino l’acqua, trattenendo l’umidità e le sostanze nutrienti per renderle disponibili anche nei mesi successivi e permettere la semina delle diverse specie vegetali. Se inizialmente Yacouba era stato deriso dagli altri contadini poco fiduciosi nel suo metodo, i risultati hanno fatto ben presto ricredere i malpensanti. La qualità dei terreni era decisamente migliorata, tanto da riuscire a convertire un’area completamente brulla in un bosco di oltre dodici ettari, con alberi, cereali ed erbe medicinali.

Oggi il contadino del Burkina Faso istruisce personalmente gli altri contadini sul suo metodo aggiornato nel laboratorio aperto anche ai visitatori realizzato nella sua fattoria. E’ diventato anche ‘L’uomo che ha fermato il deserto’ nel documentario omonimo realizzato nel 2010 dal regista britannico Mark Dodd che ha voluto raccontare la sua storia.

Pianta ora Scopri Treedom Business