La cantina in fondo al mare. Il vino negli abissi diventa più buono

Aug 11, 2014 | scritto da:

C’era un volta, circa intorno al 1880, una nave che percorreva le impenetrabili acque del Mar Baltico. Il suo prezioso carico erano 168 bottiglie di Veuve Clicquot Ponsardin, Champagne destinato alla corte degli zar di Russia. La nave non arrivò mai a destinazione, affondò in quelle scure acque fino a quando il suo pregiato carico non venne rinvenuto più di un secolo dopo, nel 2010. Quanto stupore, quando in occasione di un’esclusiva (e coraggiosa) degustazione scoprirono che il vino era ancora buono!

Da qui l’idea di utilizzare il mare come cantina per il vino. Il luogo che ci regala condizioni irripetibili per l’invecchiamento dello champagne e non solo: assenza di luce, temperatura costante e immobilità che rendono le bollicine persistenti e il vino migliore.

E anche noi italiani ci siamo buttati nell’impresa. Già nel 2009 sono state sommerse nel golfo di Portofino 6500 bottiglie di Abissi-Riserva. Nell’adriatico troviamo Merlot, Sangiovese e Cabernet, in Sardegna il Vermentino. Per non parlare delle circa 15mila bottiglie all’anno sommerse nel Lago d’Iseo!

La tecnologia ci fa fare passi da gigante, è vero. Ma la storia continua, instancabile a ripeterci che la natura ci aveva già dato tutto quello di cui avevamo bisogno.

Photo credits: La Repubblica

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