La Cattedrale Vegetale di Lodi

Mar 23, 2017 | scritto da:

In Lombardia, nelle zone della bassa pianura Padana, in quelli che sono ancora i confini della città di Lodi, da ormai qualche mese si staglia un’imponente cattedrale in stile gotico costruita accanto alla sponda sinistra del fiume Adda. Un regalo postumo dell’artista ‘art in nature’ Giuliano Mauri, scomparso nel 2009, lasciato alla sua città natale e che oggi attrae numerosi visitatori curiosi di ammirarla. Per la sua realizzazione niente pietre e calcestruzzo, ma solo alberi, 108 per l’esattezza, che svettano fino a sfiorare i 18 metri di altezza, coprendo un’area di 1.618 metri quadrati.  

Si chiama Cattedrale Vegetale, ma molti critici la nominano utilizzando l’espressione ‘la mano di Dio’. Una definizione che risulta appropriata perché qui il gesto dell’uomo-architetto riprende quello della divinità che con gli strumenti offerti – gli alberi – crea qualcosa che durerà in eterno secondo i ritmi della natura. Così si presenta l’eredità artistica del lodigiano Mauri che non amava definirla un’opera architettonica vera e propria, tantomeno religiosa o estetica. Era invece, solito identificarla come un luogo di culto e di aggregazione, di silenzio e pace, nel quale era la natura a regnare, con la sua forza e i suoi silenzi, invitando con piacere i suoi visitatori a contemplare il cielo, lasciando fluire i pensieri, per riappropriarsi di un rapporto più intimo con l’ambiente.  

L’architettura vegetale della cattedrale – così cara a Mauri – punta proprio al recupero di un profondo dialogo con il luogo nel quale l’opera sorge, ricercando un connubio tra arte e natura trovato proprio negli elementi principi che si innalzano verso l’alto: gli alberi. Così Giuliano era solito descrivere la filosofia della sua arte affermando: “Mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto.” 

Quella di Lodi, sebbene sia la più grande, non è l’unica Cattedrale Vegetale presente sul territorio italiano, anzi. L’idea della loro creazione risale ai primi anni Ottanta, ma solo nel 2001, a Borgo Valsugana, in provincia di Trento, l’artista riesce a realizzarla. Per la seconda – iniziata da Giuliano e portata a termine della famiglia – venne scelto il Parco delle Orobie a Bergamo. Oggi entrambe le cattedrali sono immagini simbolo di quei luoghi, in grado di attrarre e accogliere migliaia di visitatori l’anno. 

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