La città sostenibile: un manifesto in sette punti

Apr 21, 2017 | scritto da:

Un percorso in sette punti, chiaro e sintetico, per disegnare la città del futuro che sarà sempre più affollata e centro nevralgico di numerose attività, ma con una maggior qualità ecologica, sociale ed economica, grazie alla sinergia della green economy con l’architettura urbana. Solo così si vivrà meglio e si darà rilancio al protagonismo delle città italiane e non solo. Altrimenti, questi centri nati per favorire gli scambi di conoscenza e di merci rischiano di venir soffocati dal loro successo.

Il manifesto ‘La Città Futura’ – redatto da oltre 60 esperti, tra cui docenti di oltre 20 università italiane, imprese del settore edile, enti di ricerca, associazioni di imprese e associazioni ambientaliste – è stato presentato lo scorso 5 aprile a Roma in occasione del Meeting di Primavera, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in preparazione degli Stati Generali della Green Economy 2017

Oggi oltre il 50% della popolazione mondiale vive in città, luogo in cui si produce l’80% del PIL e il 70% delle emissioni di gas serra; luoghi in cui si concentrano investimenti – che le Nazioni Unite stimano in 1,3 trilioni di dollari al 2019 – e si creano opportunità di nuova occupazione attraverso politiche sostenibili. Ma se molte città straniere hanno già intrapreso il percorso verso la green economy (da Copenhagen che nel 2009 ha fissato l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2025, ad Amburgo con la pianificazione di una rete ciclo-pedonale alla quale sarà riservata il 40% della circolazione entro il 2035), quelle italiane sembrano essersi arenate e aver perso vitalità. Dopo il Protocollo di Kyoto del 1997 e l’adesione al movimento del Covenant of Mayors, lanciato dalla Commissione Europea nel 2008, è iniziata una fase di stallo e di scarsa iniziativa che, a parte rarissime eccezioni, mostra poco interesse nel fervore che invece caratterizza quelle straniere. Così il percorso della green economy sarà un’ottima occasione anche per contribuire a rilanciare il dibattito su un futuro sostenibile per le città.

Al manifesto della green economy per la città futura hanno già aderito architetti di fama internazionale, da Richard Meier a Richard Rogers, da Thomas Herzog a Paolo Desideri, oltre a esponenti del mondo dell’economia e del lavoro (Ance, Federcasa, Susanna Camusso per la Cgil, Annamaria Furlan per la Cisl, Enzo Bianco per l’Anci), e istituzioni del mondo della ricerca (dall’Enea all’Istituto Nazionale di Urbanistica). Di certo a livello globale i fondi non mancano, perché le città che funzionano sono formidabili calamite di business e potenti strumenti contro la disoccupazione. 

Leggi il manifesto completo e scopri la road map in 7 punti. Inoltre, puoi aderirvi anche tu accedendo al sito web: www.statigenerali.org/manifesto.


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