La fame di carbonio

Dec 23, 2015 | scritto da:

Nonostante i buoni propositi e gli impegni presi alla Cop21 di Parigi, probabilmente leggere questo articolo ti farà pensare che ci siamo comportati davvero male con Madre Natura e lei, a sua volta, si è davvero arrabbiata. Adesso, anche correre ai ripari e mitigare il danno è difficile nonostante tutta la buona volontà. Lo afferma anche un nuovo e preoccupante studio, pubblicato su Nature Climate Change e guidato da Nate McDowell della Los Alamos National Laboratory: le temperature in costante aumento potrebbero causare una massiva moria di conifere, tra cui ginepri e pini, nella zona sud ovest degli Stati Uniti.

Lo studio si basa su delle simulazioni globali e regionali, durate cinque anni, esaminando sia uno scenario estremo sia uno scenario di entità più ‘lieve’. La differenza tra i due è soltanto una questione di tempo: nel primo il disastro avverrebbe nel 2050, nel secondo nel 2100. Il problema è che se le temperature e il clima continueranno ad aumentare, non ci sarà solo un rischio elevato di siccità, ma un riscaldamento generale che porterà varie specie di alberi o a seccarsi o, caso forse peggiore, a una 'fame di carbonio'. Quest’ultima può succedere se, in condizioni di aridità elevata, le foglie degli alberi chiudono i loro stomi per mantenere al loro interno l’acqua, senza più rilasciare diossido di carbonio, riducendo o fermando completamente il processo di fotosintesi.

I ricercatori, durante i loro cinque anni di studi, hanno visto che privando gli alberi presi in oggetti nei loro esperimenti del 48% delle normali piogge, l’80% di essi moriva. Successivamente hanno anche allargato le considerazioni fatte solo a livello regionale, riproducendo il fenomeno su più larga scala. Il risultato è stato che il 72% degli alberi sempreverdi dell’America sud Ovest, sarebbero a rischio mortalità in meno di 40 anni. Lo studio potrebbe sopravvalutare la situazione, ma potrebbe anche sottovalutarla, dato che non considera l’eventualità di incendi che accorcerebbe maggiormente l’aspettativa di vita delle conifere. Di certo, il futuro non si preannuncia roseo, ma se giocando con i colori scegliessimo di dedicarci al green…questa eventualità si allontanerebbe da noi molto velocemente!

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