La foresta millenaria di Vohiday, Madagascar e il progetto che la vuole custodire

Apr 17, 2014 | scritto da:

 

Nel cuore del Madagascar, nella regione centro-orientale di Amoron’i Mania popolata dagli Zafimaniry, cresce la foresta millenaria di Vohiday, un immenso bacino di biodiversità animale e vegetale in un’area conosciuta per l’artigianato artistico in legno di palissandro, che fino a qualche anno fa era importato in Italia dal progetto di commercio equo e solidale Ravinala. La foresta è oggi l’unica fonte disponibile per l’approvvigionamento di questo legno prezioso insieme al vicino Parco di Fandrina-Marolambo.

Il legno ricavato dal maestoso albero Dalbergia monticola - una delle 43 specie di palissandro presenti in Madagascar - ha un accrescimento di circa 0,75 cm all'anno, è solido e compatto, marrone con tipiche venature nere. E' tenero da lavorare e si frattura con difficoltà rispetto a numerosissimi altri legni di foresta ed è per questo che viene utilizzato nella produzione di oggetti d'artigianato e nella costruzione di mobili e parquet. 

Questa foresta è sottoposta ad una feroce pressione a causa del prelievo illegale destinato ad un mercato internazionale finalizzato alla produzione di beni di lusso, che sommandosi alla tradizionale pratica del tavy (taglia e brucia) provoca una drastica riduzione della copertura forestale in tempi brevi, con enorme perdita di biodiversità. Una situazione che danneggia le stesse popolazioni locali, costrette a percorrere diversi giorni di cammino prima di trovare legno di palissandro per l’arte scultorea e d’intarsio. La situazione si è aggravata nel 2009 con il colpo di stato e il conseguente caos sociale e politico, che ha permesso a speculatori e trafficanti di depredare le foreste. 

Nicola Gandolfi, parmense di origine, vive e lavora con la foresta di Vohiday da più di dieci anni. Quando racconta la gravità della situazione, la sua calma e la sua fermezza sembrano riflettere l’essenza della vitalità delle foreste che, immobili all’apparenza, manifestano istante dopo istante il potere della persistenza e della costante rigenerazione della vita.

Dal 2003 Nicola si dedica allo studio della foresta di Vohiday e insieme ad una squadra di tecnici locali coltiva in vivai ogni anno migliaia di piante autoctone con semi raccolti in foresta, nell’ambito di un progetto sostenuto fino al 2013 dall’ong RTM. Le giovani piante servono a riforestare le aree disboscate o bruciate coinvolgendo le comunità locali, dove viene promossa la sensibilizzazione sulla gestione della foresta e la formazione in agricoltura biologica (frutticoltura, apicoltura, orticoltura, risicoltura): un’alternativa possibile al tavy, che permetterebbe alle comunità di sopravvivere insieme alla foresta, scongiurando il rischio della sua rapida scomparsa.

Cambiare le abitudini agricole-culturali richiede un graduale processo di co-creazione insieme alle comunità dell’area di Vohidahy. Perché questo avvenga oggi Nicola è impegnato con Tsiry Parma Onlus nella realizzazione del progetto “Per una gestione forestale sostenibile e lo sviluppo di attività generatrici di reddito in appoggio alle comunità locali del Comune di Vohidahy” in collaborazione con i VOI (Comitati per la Gestione della Foresta), che tra gli obiettivi prevede, oltre al rimboschimento, molti interventi agricoli e sociali come la costruzione di scuole e la promozione dell’ecoturismo.

Le riunioni di informazione e sensibilizzazione con le comunità locali sono la premessa per elaborare insieme a loro strategie di gestione forestale sostenibili: una chiave per favorire la sopravvivenza tanto delle foreste quanto delle comunità umane, legate da un antico filo vitale che deve continuare a vivere.

Questo progetto è una grande sfida che merita di essere conosciuta e sostenuta con tutto il cuore.

 

Photo credits: Nicola Gandolfi



 

 

Pianta ora Scopri Treedom Business