La levitazione della natura nelle opere di Cornelia Konrads

Nov 09, 2016 | scritto da:

È solo un’illusione: tronchi e sassi non fluttuano nelle radure, tra i fusti non crescono portali e, naturalmente, i rami non si sollevano come uno sciame disordinato di uccelli. Eppure, le opere dell’artista tedesca Cornelia Konrads hanno la strabiliante capacità di alterare la realtà, facendo credere allo spettatore di trovarsi in un mondo magico. Ma prima di tutto questo, le sue installazioni puntano a indagare la convivenza tra natura e arte, operando attraverso una solitaria esplorazione delle forze poderose dei fenomeni naturali, di fronte ai quali l’uomo è consapevole di avere un limite. La vera protagonista diventa così la natura

Nelle sue magiche installazioni site-specific, l’ambiente naturale non è semplice sfondo, ma texture da modellare, lasciando che ogni installazione possa divenire parte di esso, a volte concepita per scomparire, altre volte per rimanere o modificarsi assieme all’ambiente circostante. Nel bel mezzo di una foresta, all’inizio di un sentiero, all’entrata di un bosco, si possono ammirare le sue opere fermo-immagini di scene che sembrano svolgersi davanti ai nostri occhi. I materiali utilizzati si trovano all'interno degli ambienti in cui le opere sono concepite: pietre, mattoni e persino neve sono catturati in ascensione verso il cielo o nello sgretolarsi su se stessi. Qui le ferree leggi della gravità non valgono più, lasciando così fluttuare i vari elementi e creando luoghi intermedi che consentono al tempo e allo spazio di variar proporzionalmente. 



Una delle sue opere più famose è ‘Passage’, installata in una foresta isolata in una radura della Germania, rappresenta uno dei tanti passaggi e portali pieni di mistero e magia. Costruita con rami rinvenuti in loco, poi tagliati e assemblati tra loro grazie a dei fili trasparenti di nylon che fanno sembrare che stiano fluttuando. L’intervento propone un passaggio ideale e reale che si pone come soglia per entrare nella natura.

Altro noto intervento è ‘The Gate’, due colonne affiancate che ricordano architettonicamente le antiche porte di accesso alle città. Caratteristica principale è la levitazione progressiva dei mattoni che le compongono, che trasformano una struttura molto massiccia in qualcosa che nega la solidità strutturale e afferma una dimensione eterea.

La domanda che l’artista lascia allo spettatore è sempre la stessa: “Quei rametti stanno levitando o sono colti nell’attimo della loro caduta?” Questa ambiguità e ambivalenza di significati e di interpretazioni è ciò che sta alla base dell’operato della Konrads. 


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