La magnolia, un albero preistorico che viveva con i dinosauri

Oct 21, 2014 | scritto da:

 

Sapevate che la magnolia ha più di 100 milioni di anni?

Non è certamente facile ricostruire gli habitat preistorici, anche perché tutto quello che sappiamo sulle specie che popolavano il nostro pianeta lo dobbiamo allo studio dei fossili che dimostrano quanto il fenomeno dell’evoluzione sia inarrestabile e quanto gli organismi viventi si siano trasformati incessantemente nei secoli. Gli animali e i vegetali che conosciamo tramite i fossili si sono trasformati in specie differenti e molti si sono anche estinti, ma in alcuni casi particolari, in cui l’habitat è rimasto sostanzialmente immutato, alcuni organismi non hanno sentito l’esigenza di cambiare e sono rimasti praticamente identici ai loro antenati preistorici meritando l’appellativo di “fossili viventi”. Le magnolie, per esempio, sono tra le più antiche piante con fiore conosciute: hanno più di 100 milioni di anni.

Alcuni paleontologi ritengono che la loro presenza abbia favorito la diversificazione di alcuni gruppi di dinosauri del periodo Cretacico, altri invece pensano che ne abbiano favorito l’estinzione per via dei pollini o dei fiori velenosi. Ci sono anche altre piante coltivate che possono dirsi veramente preistoriche come la araucaria, conifera molto primitiva che sopravvive solo nell’emisfero australe, la Ginkgo Biloba, albero dalle foglie a ventaglio bilobato che mantiene immutato il suo aspetto dal 270 milioni di anni e l’equiseto che, conosciuto già nel Carbonifero, popola la terra da ben 320 milioni di anni senza sentire il bisogno di cambiamento.

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