La migrazione dell’amore dei Bufi quest’anno inizia in anticipo

Feb 06, 2014 | scritto da:

 

State pronti a una serata fuori dal comune.

A stretto contatto con esseri notturni, animatori della nostra immaginazione creativa e magica.

Sto parlando dei rospi, anfibi e dunque a cavallo tra due mondi, nel nostro immaginario culturale tradizionale spesso associati a un valore negativo (considerati velenosi, ripugnanti, perfino malefici), ma nei miti e nelle fiabe anche a simboli di fertilità e di trasformazione...

Ogni anno ai primi tepori i rospi delle nostre terre si mettono in marcia per mantenere fedeltà al loro patto con la vita e andare a riprodursi nel luogo dove sono nati, anche a costo di percorrere chilometri. Gli ostacoli che incontrano lungo il tragitto verso il “nido d’acqua” in cui depositare le loro uova (strade, ferrovie, etc.) non servono a fermare o cambiare la rotta.

La prima volta che me ne accorsi era una sera nebbiosa di una decina d’anni fa. Viaggiavo in una strada di collina e sentivo che sul manto stradale c’era qualcosa di scivoloso. Mi chiesi: saranno cumuli di foglie o cosa? Quando rallentai così tanto da fermarmi e intravidi i movimenti delle zampe e la luce dorata degli occhi, realizzai che erano rospi! Stavamo calpestando un tappeto di rospi in cammino, maschi al seguito delle femmine, verso lo stagno oltre la strada. Fu un vero shock! In seguito ho scoperto che non si tratta di un episodio raro. Sarà capitato anche a voi di vederli schiacciati sull’asfalto.

Il rospo comune (Bufo bufo) è una specie protetta a livello locale, nazionale e internazionale, inserita nell'allegato III della Convenzione di Berna (1979) per la conservazione della vita delle specie selvatiche e dell'ambiente naturale in Europa. Urbanizzazione diffusa, agricoltura con uso di prodotti chimici e sbalzi climatici sono tra i fattori principali che mettono a rischio la loro sopravvivenza.

I rospi sono animali molto sensibili. Vivono in anfratti nella terra, e sono in grado di avvertire con largo anticipo i sommovimenti delle profondità del pianeta. Ad esempio, scrivono su Promiseland, 5 giorni prima del terremoto a L’Aquila i rospi sono scappati tutti dal loro sito di accoppiamento.

Gli sbalzi termici di questo gennaio – febbraio 2014 hanno già fatto fiorire le prime piante primaverili (avete visto anche voi le primule spontanee, già aperte, colorare di giallo le scarpate di una collina ombreggiata dai boschi?) ma non è solo il mondo vegetale a rispondere a queste anomalie climatiche modificando il proprio ritmo. Con il tepore e l’umidità di questi giorni anche i Bufo bufo, in alcune parti del nostro Paese come in provincia di Treviso, si sono già messi in marcia, con un mese buono di anticipo sulla media ed è scattato l’appello dei gruppi di salvataggio. Possiamo vederli a decine e decine, a centinaia, in fila o in ordine sparso scendere all’imbrunire dai cigli e dalle scarpate giù verso le anse riparate di uno stagno o di un fiume, le femmine seguite dai maschi pronti a fecondare le loro uova. Sono tantissimi i gruppi di “rospisti” in tutta Italia che si danno da fare per evitare queste stragi, dal Piemonte al Veneto, al Trentino Alto Adige, alla Toscana, al Lazio. Una solidarietà umana con una natura di cui è parte, che porta beneficio ai rospi ma, ve l’assicuro, anche alle persone che per un breve periodo se ne prendono cura.

Funziona così: in genere sono coordinati da un nucleo di “esperti” , che in accordo con le amministrazioni locali, sistemano barriere di contenimento ai lati delle strade (di rete o di plastica) dove i rospi sono costretti a fermarsi. Si organizzano turni di volenterosi che per qualche ora, dall’imbrunire in poi, muniti di torcia e abbigliamento rifrangente percorrono il tratto stradale raccogliendo i rospi e appoggiandoli in un secchio, per poi portarli aldilà della strada nei pressi della loro meta di riproduzione. In alcuni Comuni, particolarmente sensibili, sono stati realizzati tunnel sotterranei in cui i rospi sono obbligati a passare evitando così di attraversare pericolosamente la carreggiata stradale.

Le emozioni che si provano a fare questo tipo di attività sono impagabili. Entriamo in contatto ravvicinato con questi animali, sentiamo il loro disorientamento e la loro paura quando li teniamo tra le mani, sentiamo la loro vitalità e la loro alterità, la loro pelle ruvida e fredda, il loro gracidare, vediamo quanti maschi a volte si aggrappano sulle spalle della femmina e si fanno portare fino a destinazione, qualche volta incontriamo anche le raganelle verdi e rosse, piccole, agilissime e veloci…Dovunque vi troviate, cercate informazioni su internet o nelle associazioni ambientaliste locali, in particolare WWF, LAC e ENPA. Consiglio il nuovo sito www.sosanfibi.it , dove si trova anche il vademecum del rospista.

Aiutare i rospi a vivere in pace la loro “stagione dell’amore” farà bene non solo a loro, ma anche a noi, ve l’assicuro!

Foto credits: lavocedeisenzavoce.myblog.it

 

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