La nuvola scura sull’Europa: come i paesi a carbone fanno ammalare i loro vicini

Jul 22, 2016 | scritto da:

Centrali elettriche a carbone: quanto influiscono sulla salute dei cittadini europei? Secondo il rapporto 'La nuvola scura sull’Europa: come i paesi a carbone fanno ammalare i loro vicini' pubblicato da Health and Environment Alliance (HEAL), Climate Action Network Europe (CAN), WWF e Sandbag che analizza l'impatto dell'inquinamento atmosferico prodotto da 257 centrali elettriche a carbone su un totale di 280, la risposta è semplice: il completo abbandono del carbone in Europa porterebbe enormi benefici per tutti i cittadini del continente dal momento che le pericolose polveri sottili prodotte dalle centrali viaggiano attraverso i confini nazionali.

Lo studio rivela che nel 2013 le emissioni delle centrali sono state responsabili di oltre 22.900 morti premature, di decine di migliaia di casi di malattie che vanno da patologie cardiache a bronchiti e di costi sanitari che arrivano fino a 62,3 miliardi di Euro. I cinque paesi dell’UE le cui centrali a carbone arrecano il maggior danno all’estero sono la Polonia (responsabile di 4.690 morti premature), la Germania (2.490), la Romania (1.660), la Bulgaria (1.390) e il Regno Unito (1.350) mentre i cinque paesi che più di tutti soffrono gli effetti dell’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone nei territori limitrofi, in aggiunta a quelli dei propri impianti, sono la Germania (3.630 morti premature), l’Italia (1.610), la Francia (1.380), la Grecia (1.050) e l’Ungheria (700).

 

Un quadro davvero catastrofico, ma con margini di miglioramento: basti pensare che il piano di graduale abbandono del carbone entro il 2025 messo in atto nel Regno Unito potrebbe salvare fino a 2.870 vite ogni anno, di cui più di 1.300 nell’Europa continentale e se la Germania decidesse di abbandonare gradualmente il carbone, si potrebbero evitare, ogni anno, più di 1.860 morti premature nel paese e quasi 2.500 all'estero. La combustione del carbone non produce solo effetti nocivi sulla salute umana, ma costituisce anche una minaccia per il clima del pianeta a causa delle ingenti emissioni di gas serra e nel report viene stilata la lista della 'sporca trentina', ossia le 30 centrali più inquinanti, tra le quali figurano due impianti italiani che si collocano rispettivamente all’ottavo e al dodicesimo posto: la centrale Federico II di Brindisi in Puglia e la centrale di Torrevaldaliga Nord nel Lazio.

L’inquinamento atmosferico è responsabile di milioni di morti in tutto il mondo e ridurre l'utilizzo di combustibili fossili e passare all'energia rinnovabile offre un’opportunità unica per migliorare la qualità dell’aria e mitigare il cambiamento climatico.

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