La protesta alla Fashion Week di NY in favore dei lavoratori in Bangladesh

Feb 11, 2014 | scritto da:

 

L'evento modaiolo più importante dell'anno negli Stati Uniti, la settimana della moda di New York , quest'anno ha avuto un risvolto sociale.

Sulle pareti del Lincoln Center, sede della manifestazione, sono state poste le foto delle 1.133 vittime del disastro di Rana Plaza avvenuto lo scorso anno in Bangladesh. Gli ideatori di questo progetto chiamato Cost of Fashion, il fotoreporter Ismail Ferdous e il regista Nathan Fitch, hanno voluto così sensibilizzare i partecipanti dell'evento sulle misere condizioni in cui operano i lavoratori del settore nei paesi più poveri del mondo.

A distanza di un anno dalla tragedia, è da sottolineare come solo un terzo delle aziende coinvolte ha risarcito i sopravvissuti e le famiglie dei defunti. Tra i brand che lo hanno fatto ci sono le catene di abbigliamento Walmart e Mango, mentre tra le quelli, che invece non lo hanno ancora fatto, c'è la azienda di abbigliamento Gap Inc., che possiede marchi come Banana Republic, Old Navy e Athleta.

A sostegno dell'iniziativa, si è schierata anche Michelle Flores, componente dell'organizzazione no-profit 99 Pickets , la quale ha dichiarato: “La New York Fashion Week è un luogo ideale per questa protesta, anche perchè, uno dei proprietari del Lincoln Center, Christopher Williams, è uno dei membri del consiglio della catena Walmart”. Ha poi aggiunto: “...vogliamo anche fare in modo che i marchi americani, che non hanno ancora firmato il Bangladesh Accord on Fire and Building Safety (un accordo riguardante i lavoratori del Bangladesh in materia di incendi e sicurezza degli edifici) lo facciano il prima possibile”.

 

Foto credits: www.inhabitat.com

 

 

 

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