La Svezia e l'economia circolare

Nov 14, 2016 | scritto da:

Dopo l’annuncio della prima autostrada elettrica, la Svezia continua il suo cammino nel porsi come leader mondiale dello sviluppo sostenibile. Come? Con sconti sulle tasse per chi ripara e ricicla invece di sostituire comprando oggetti nuovi. Del resto, anche le scelte in materia di acquisti fatte dai suoi cittadini hanno un impatto ambientale e la nuova proposta mira a ridurre il consumismo sfrenato prediligendo una maggiore sensibilizzazione della popolazione per uno stile di vita più sostenibile

Il nuovo piano fiscale di incentivi per chi ricicla e ripara è stato presentato dal Ministro delle Finanze Per Bolund ed entrerà in vigore da gennaio 2017. Gli sconti sono rivolti a tutti – comuni, imprese e singoli cittadini meritevoli – e non sono solo per spese importanti, come la riparazione di mobili o elettrodomestici, ma anche su oggetti comuni come biciclette o capi d’abbigliamento. Proprio su questi ultimi è previsto un abbassamento dell’IVA dal 25 al 12%. Sulla riparazione degli elettrodomestici, invece, l’imposta verrà restituita. Oltre agli sconti sulle tasse la politica svedese prevede campagne di informazione sul consumo sostenibile e sulla razionalizzazione delle risorse naturali, strumenti per dare maggiore visibilità alle imprese che adottano politiche di sostenibilità ambientale. 

Il ministro Per Bolund ha dovuto però rispondere a domande spinose che mettevano in dubbio gli effettivi benefici della normativa, specialmente in materia economica: l’economia del paese non ne risentirà se le persone acquistano di meno? Secondo Bolund no, anzi, il provvedimento non impedirà ai cittadini di acquistare, ma consentirà loro di comprare prodotti di qualità maggiore, perché sapranno che, nel caso, potranno ripararli. Le riparazioni avranno anche il positivo effetto di creare nuovi posti di lavoro per gli artigiani poiché comportano un lavoro meno intensivo rispetto alle produzioni, che oggigiorno sono largamente automatizzate. Diffondere la pratica del riparare potrebbe dunque espandere il mercato del lavoro e ridurre la disoccupazione.

Il piano fiscale svedese si inserisce a pieno nel pacchetto europeo sull’economia circolare: nei sistemi circolari i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile senza creare rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all’interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore. L’economia circolare in Europa offre un’opportunità di riduzione netta dei costi annuali dei materiali tra i 340 e i 380 miliardi di dollari. 


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