Le case colorate di Burano. I posti più affascinanti del mondo

Mar 04, 2014 | scritto da:

Tutto ha inizio la domenica mattina, il volo dell’angelo segna come ogni anno l’inizio del Carnevale di Venezia attraendo migliaia di persone in Piazza San Marco per assistere alla discesa funambolica di una bellissima fanciulla dal campanile fino all’omonima piazza.

Ma tra le mille maschere in cartapesta che Venezia ci ha regalato in questo periodo, quando la giornata stava per volgere al termine, se vi foste voluti concedere una via di fuga dal clamore dei calli, sareste potuti rimanere estasiati dai colori dell’isola di Burano.

Al tramonto, il fascino delle case dipinte ognuna di un colore pastello diverso, il campanile storto e gli artigiani che lavorano il merletto per strada avrebbero potuto farvi dimenticare di esser andati a Venezia per assistere al carnevale.

Sono sufficienti trenta minuti per visitare l’isola e rimanere incantati dalla sua storia. Fondata nel sesto secolo d.c. ogni secolo ha lasciato come eredità agli abitanti e ai curiosi un diverso colore delle case, a seconda del periodo storico. Ancora oggi, serve un’autorizzazione per ridipingere casa, mantenendo così lo stesso colpo d’occhio.

Con la vicina Murano si contende un’abilità diversa ma spettacolare. Se da una parte i muranesi sono orgogliosi della loro arte con il vetro, Burano e i buranelli sono conosciuti in tutto il mondo per la lavorazione dei merletti e dei pizzi. La scuola di merletti è stata fondata nel 1872, sebbene Leonardo avesse già acquistato nell’isola, nel 1481, un drappo merlettato per l’altare principale del Duomo di Milano.

Infine, il campanile storto. Il punto più caratteristico per ammirarlo è dal Ponte di Terranova. Costruito nel XVIII secolo è alto 53 metri e a causa di un cedimento del terreno poggia su un asse inclinato di 1,83 metri.

La laguna veneziana regala infiniti momenti di stupore e bellezza. Dietro la maschera che indossa, presentandosi a tutti come la sola Venezia, si schiudono tante dee pronte a incantarvi con il loro fascino che non sembra esser segnato dal tempo. E se di maschera si vuol parlare, il Carnevale appena trascorso ce lo permette ancora, Venezia può essere per tutti noi come un romanzo pirandelliano. Una, nessuna e centomila.

 

Photo credits: apartmentdistrict.com

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