Le moschee verdi

Nov 29, 2016 | scritto da:

La sfida del Marocco in materia di energie rinnovabili? Coinvolgere anche i suoi luoghi di culto nel cambiamento. Anzi, specialmente i luoghi di culto. Entro marzo 2019 600 moschee saranno convertite al green e un centinaio entro la fine del 2016. Il progetto è stato lanciato dal Ministero degli affari islamici di Rabat dopo aver stretto un accordo di partnership con il governo tedesco che ha garantito un supporto tecnologico all'impresa e la formazione di tecnici specializzati.

L’operazione ha un potenziale notevole, specialmente se si considera che in Marocco le moschee sono più di 15.000. Le prime a venir convertite al rinnovabile saranno quelle delle maggiori città come Rabat, Fez, Marrakech e Casablanca, ma mano a mano anche i piccoli villaggi verranno toccati dalla nuova normativa. Parrebbe una novità, ma l’Islam marocchino è molto attendo in materia ambientale: ormai da qualche anno sta cercando di imporsi come leader regionale nello sviluppo delle energie rinnovabili, con il lancio di diversi progetti per la realizzazione di grandi centrali eoliche e fotovoltaiche.

Le modifiche che interesseranno le 600 moschee del progetto verteranno sull’installazione di impianti di produzione di energia pulita (fotovoltaico) e acqua calda (solare termico) e nella sostituzione dei sistemi di illuminazione con lampade a basso consumo e a lunga durata (led). Tutti interventi che ridurranno la bolletta dell'energia elettrica del 40%. Altro vantaggio atteso dalla nuova normativa è l'implementazione della green economy nel settore delle ristrutturazioni attraverso la formazione elettricisti, tecnici e revisori, prevedendo al contempo la creazione di migliaia di posti di lavoro in pochi anni.

A ben guardare però, le moschee non sono edifici particolarmente energivori. Come mai allora il governo sta puntando proprio su di loro per il piano di riconversione energetica? Perché le moschee sono in primis un luogo di aggregazione sociale e di formazione dei giovani. Luoghi che possono così diventare esempi, modelli da imitare anche per le abitazioni private, le imprese e per il futuro del Paese. Non è un caso quindi se nel progetto sono stati coinvolti gli imam e anche molte mourchidates (chierici donna). 

Quella del Marocco è una scelta che va di pari passo con l’enciclica papale Laudato Sì che pone l’accento a una maggiore attenzione e cura al mondo che ci circonda. L’Islam, già l’anno scorso, aveva preso posizione sui temi della difesa del Pianeta in occasione dell’International Islamic Climate Change Symposium ratificando la Dichiarazione islamica sui cambiamenti climatici: un appello accorato all'impegno contro il riscaldamento globale. 

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