Le noci di Croton contrastano il cambiamento climatico

Jan 13, 2017 | scritto da:

Culla dell’umanità e continente nero. L’Africa porta in sé la ricchezza della storia millenaria dell’umanità, ma con essa anche i momenti che maggiormente si vorrebbero dimenticare. Tra questi vi è anche la tentennante storia della produzione di biocarburanti, contrassegnata da numerosi fallimenti, costosi e dannosi. 

Prima l’olio raccolto dallo Jatropha Curcas, poi il tanto criticato olio di palma, associato a danni ambientali e violazioni dei diritti umani. Una nuova speranza sembra però arrivare dall’olio estratto dal Croton Megalocarpus, un albero comune in gran parte dell’Africa orientale e centrale, da sempre utilizzato soltanto come legna da ardere, ma che invece ha ottime potenzialità per contrastare il cambiamento climatico, le emissioni di CO2 e la dipendenza da combustibili fossili

Il primo ad accorgersi dei benefici e dell’alta concentrazione di olio e proteine, perfette per essere utilizzate come carburante per sostituire il tradizionale gasolio, presenti nelle noci di Croton fu l’imprenditore Alan Paul nel 2012. Inizia a esplorare le potenzialità del Croton Megalocarpus e fonda la Eco Fuels Kenya (EFK). A differenza di quando accadde per il Jatropha, Alan non chiede l’aiuto a multinazionali estere e nemmeno grossi finanziamenti. Si inizia con gli annunci radio per attrarre imprenditori locali a fornire le noci, a mantenere il processo di trasformazione a basso consumo energetico per non inquinare. 

Non appena i fornitori comprendono le potenzialità della materia prima che hanno tra le mani, la rete si espande permettendo all’azienda di Paul di raddoppiare la produzione di anno in anno, fino alle mille tonnellate di noci raccolte nel 2016. 

Oggi l’azienda è in pole position per portare il biocarburante Croton come prima scelta tra i biocombustibili. A suo favore vi è l’essere un business estremamente locale: tutto avviene entro i 100 km dalla fabbrica. Un approccio che si vuole mantenere anche negli anni a venire quando si prevede la creazione di cinque nuovi stabilimenti in Kenya e molti altri nei paesi vicini come la Tanzania. Al momento la Eco Fuels Kenya si sta anche specializzando nella vendita di sottoprodotti derivanti dalla lavorazione delle noci di Croton, come il mangime per il pollame e il fertilizzante organico prodotto dai gusci. Una ramificazione sì, ma anche un’assicurazione in un momento in cui gli investitori sono ancora prudenti sul tema biocarburanti.

 

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