Le piante comunicano, imparano e capiscono se corrono dei rischi

Jul 14, 2016 | scritto da:

Le piante sono utili e belle, riempiono di colore e di vita le nostre città e forniscono i frutti e l'ossigeno di cui abbiamo costantemente bisogno. Di fatto, però, tendiamo a considerarle come elementi passivi del paesaggio: esse non si muovono, non sono dotate né di sistema nervoso, né tantomeno di un cervello... come potremmo considerarle 'attive'?

Potrà sembrare assurdo, ma piante ed esseri umani si somigliano più di quanto possiamo immaginare. Diversi studi eseguiti nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato che le piante possiedono una serie di caratteristiche sorprendenti e che, per certi aspetti, alcuni loro comportamenti sono simili ai nostri. Le piante sono in grado di comunicare, imparano dall'esperienza e 'prendono decisioni' adattandosi continuamente all'ambiente. Del resto i nostri amici verdi risalgono a mezzo miliardo di anni fa e nulla di stupido sopravvive così a lungo.

Come rivela una recente ricerca pubblicata sulla rivista Current Biology, le piante (pur non essendo dotate di un cervello) sono sensibili al rischio e valutano l’ambiente circostante sfruttando le situazioni per trarne vantaggio o ridurre, quantomeno, gli svantaggi. I ricercatori hanno eseguito una serie di esperimenti per vedere come le piante di piselli (Pisum sativum) rispondono al rischio. Inizialmente, hanno coltivato le piante in una serra, ciascuna con le radici immerse in due suoli differenti, uno più ricco di sostanze nutritive e l'altro più povero. Come previsto, le piante mettevano più radici nel primo terreno dimostrando una buona capacità di adattamento. Nella fase successiva, le piante avevano ancora le radici in due suoli, anche se con una scelta più difficile: entrambi i terreni avevano lo stesso livello medio di nutrienti, ma in uno era costante e nell'altro variabile. Per ogni pianta, inoltre, il livello medio di nutrienti era differente.

Dopo 12 settimane, gli scienziati hanno misurato la massa di radici in ciascun suolo e hanno notato come le piante avessero risposto in modo diverso alle condizioni in cui si trovavano: molte avevano 'scommesso' sul terreno variabile, altre invece avevano mostrato un'avversione al rischio, concentrandosi sul suolo con un livello di nutrienti costante. Entrambe erano buone decisioni. Le piante avevano poco da guadagnare nella prima situazione, dal momento che il suolo costante offriva un sacco di sostanze nutritive e il suolo variabile, nonostante la sua alta media, era incline a livelli pericolosamente bassi di nutrienti. D'altra parte, quando i livelli di nutrienti medi erano troppo bassi per far prosperare una pianta, il terreno variabile offriva la possibilità di scommettere su un esito fortunato. Ecco un'analogia umana: se qualcuno ti offre una garanzia di 800 Euro, o un testa o croce che produce 1.000 Euro per la testa e nulla per la croce, la maggior parte delle persone realizza che la prima opzione ha una percentuale media di vincita più alta. Ma se siete bloccati, senza soldi e avete bisogno di 900 Euro per tornare a casa, lanciare la moneta per avere la possibilità di vincere 1.000 Euro sarebbe più logico.

La ricerca, rivelando che le piante 'prendono decisioni' per sopravvivere, non vuole ovviamente implicare che le piante siano intelligenti nello stesso senso in cui lo sono gli esseri umani e gli altri animali, ma di certo ci obbliga a guardare la vegetazione che ci circonda con occhi diversi.

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