Ludovico Einaudi ed Elegy for the Arctic

Jun 28, 2016 | scritto da:

Ghiacciai perenni spesso impossibili da scalfire, temperature così rigide da essere proibitive per la vita. Un’immagine di forza, mitigata solo dalla purezza del bianco scintillante che si confonde con l’orizzonte, simbolo di una natura ancora incontaminata. In una sola parola: Artico. Ma esso è anche fragilità: segnato dai cambiamenti climatici che provocano lo scioglimento incontrollato e dallo sfruttamento portato avanti dall’uomo.

Forza e fragilità di questo luogo al limite di ogni confine, si mescolano scambiandosi le parti e diventando protagoniste di una musica inedita, mostrando un Artico pieno di vita. La richiesta di aiuto per diffondere la campagna di sensibilizzazione in difesa dell’Artico parte da Greenpeace e arriva a Ludovico Einaudi. Il musicista e compositore di fama mondiale si lascia condurre alle Isole Svalbard (Norvegia) a bordo della nave Arctic Sunrise dell’organizzazione ambientalista. Per l’occasione l’inedito Elegy for the Arctic realizzato appositamente da Einaudi prende vita in un contesto unico.

La performance del video ufficiale è stata eseguita proprio nella casa di quei ghiacciai, su una piattaforma galleggiante alla deriva nel Mar Glaciale Artico, per l’esattezza davanti al ghiacciaio Wahlenbergreen. E per rendere omaggio ai padroni di casa, Elegy for the Arctic non inizia con le note del pianoforte di Einaudi, ma con il chiaro rumore di una parte di ghiacciaio che cade in mare. Il pianista si gira a osservarlo, richiamato da quel suono così inusuale e al contempo dallo spettacolo della natura. Le dita iniziano ad accarezzare i tasti del pianoforte e l’elegia prende vita.

Durante lo svolgimento del brano, due musiche si sovrappongono: quella proveniente dalle sapienti mani di Einaudi e quella creata da altre parti di ghiaccio che sciogliendosi cadono in mare. La scena iniziale viene a ripetersi anche per la conclusione, con uno sguardo rivolto verso quel patrimonio che non è più quello appartenente al musicista famoso, ma all’uomo comune. Il video va a sostenere l’appello firmato da quasi 8 milioni di persone per chiedere alla comunità internazionale di sottoscrivere al più presto un accordo che protegga l’Artico dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici in corso. L’azione portata avanti da Greenpeace s’inserisce in un preciso programma volto a proteggere il mare oggi meno tutelato al mondo.

Nel frattempo, l’OSPAR, la commissione internazionale deputata alla conservazione dell’Atlantico nordorientale, sta discutendo dell’istituzione di un’area protetta di oltre 226mila chilometri quadrati nelle acque internazionali del Mar Glaciale Artico, mentre Greenpeace punta a chiedere l’istituzione di un Santuario Artico in cui sia vietata qualsiasi attività industriale ed estrattiva. Tuttavia, sotto la pressione dei governi di Norvegia, Danimarca e Islanda, che stanno cercando di ostacolare il processo di approvazione, l’accordo potrebbe saltare.

Il video completo di Elegy for the Arctic lo puoi guardare qui sotto.

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