Make Fruit Fair: come rendere sostenibile la frutta tropicale

Sep 28, 2015 | scritto da:

Nel Mondo il frutto che si mangia di più è la banana: va da sé, quindi, che sia anche il più venduto. Forse questa cosa non la sapevi e forse non sai neanche che quando al supermercato aggiungi il peso del sacchetto di ‘frutti dell’amor’ sulla bilancia stai però togliendo dignità al lavoro di chi li raccoglie. Pare infatti che le banane, così come gli ananas - la cui produzione e commercializzazione coinvolge gli stessi paesi e le stesse aziende, vengano prodotti e quindi raccolti in condizioni poco eque per i lavoratori. Per questo motivo è stata lanciata Make Fruit Fair, una campagna di sensibilizzazione per informare e chiedere pratiche di consumo, commercializzazione e condizioni di lavoro più sostenibili nell’ambito della produzione della frutta tropicale.

 

 

La campagna è promossa da 19 organizzazioni non governative tra Europa, Africa e America Latina, mentre il referente italiano è il Gruppo di Volontariato Civile (GVC) che ha creato una petizione, raggiungibile qui fino al 9 novembre, per chiedere all’Unione Europea sia di impegnarsi a garantire un prezzo equo per i produttori di frutta tropicale, sia che la produzione di quest’ultima avvenga senza violare i diritti umani, senza danneggiare la salute dei lavoratori e senza attentare all’ambiente.

Questa petizione vuole dimostrare che le regole del commercio equo possono essere applicate sempre a partire da un prezzo giusto, da relazioni commerciali dirette e continuative, dal rispetto dei diritti delle persone e dell'ambiente, fino ad arrivare a una filiera trasparente e a una produzione sostenibile.

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