Miyazaki e l'ecologia

Sep 03, 2014 | scritto da:

Miyazaki, fondatore dello Studio Ghibli, uno dei più importanti studi d’animazione giapponesi, e già vincitore di un premio Oscar per La città incantata, nel 2003, e di un Leone d’Oro alla carriera ricevuto nel 2005, riceverà l’Oscar onorario per la carriera, dopo aver annunciato, alla mostra del cinema di Venezia del 2013, il suo ritiro dalla regia e dall’animazione.

Totoro, Arietty, Nausicaa, Ponyo….sono i coraggiosi e dolci protagonisti che si battono per la natura, l’amore, la pace e un mondo migliore. Guidati da Miyazaki ci portano in mondi fantastici e ci bacchettano sulle mani, noi…che abbiamo scelto di dimenticare cosa significhi rispetto per noi stessi, per chi ci sta vicino e per la natura che ci circonda.

Le sue fiabe ecologiste ci hanno insegnato il rispetto per l’ambiente e tutte le sue fantastiche creatureIl castello nel cielo, primo film in assoluto mai prodotto dallo studio Ghibli, è una storia di ecologia, libertà e lotta alla tirannia.

Totoro- Il mio vicino Totoro- lo spirito della foresta, ci ha fatto scoprire che con danze giornaliere possiamo far crescere alti e meravigliosi alberi nel nostro giardino. Arietty ci ha portato nel magico minuscolo mondo degli insetti e della comprensione del rapporto tra animali e uomini. “Ponyo ama Soske”, la fiaba della figlia della dea del mare ci porta negli abissi e ci fa scoprire nuovi mondi – Ponyo sulla scogliera-.  E che dire del fantasma senza volto Okusara Sama de La città incantata, simbolo dei fiumi inquinati che devono essere ripuliti?

Miyazaki non ci mostra solo il rispetto per la natura ma la forza delle ragazze, la lotta alle armi, il pacifismo e l’antimilitarismo come in Una tomba per le lucciole. In Nausicaa, Myiazaky ci racconta la minaccia del nucleare, causa prima del degrado ambientale in cui vive la giovane protagonista. La natura e la purezza ad essa legata sono temi cari al regista, che considera l’ecologia del pianeta la condizione necessaria per una vita migliore.

E infine Si alza il vento – che uscirà in Italia il 13 settembre-, in cui Miyazaki racconta se stesso prendendo di petto le grandi contraddizioni della sua vita come l’amore per la natura e per i motori, l’adorazione per gli aerei da guerra, ma anche il disprezzo per ogni conflitto e unisce tutto affermando implicitamente che non esiste una sintesi e i contrasti sono parte dell’essere uomini; ma tutto è in relazione, una delle più importanti è l’effetto che la condizione ambientale ha sui personaggi. E su di noi.

E nonostante i suoi film parlino di natura è stato proprio il regista a dire che “l’ecologia e l’ambiente vanno vissuti soggettivamente senza doverne parlare”. “Non mi definisco un ecologista” ha aggiunto, “anche se ho smesso di buttare le cicche per terra”.

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