Papa Francesco e l’Enciclica sull’ambiente: 10 punti più importanti

Jun 29, 2015 | scritto da:

Lo scorso 18 giugno è stato reso pubblico il testo della seconda enciclica di Papa FrancescoLaudato si’, proprio come san Francesco ripeteva spesso nel Cantico delle creature, di fatto la prima enciclica sull’ambiente. Alcuni analisti di autorevoli giornali, come l'inglese The Guardian e l'americano The New York Times, hanno analizzato il testo evidenziando 10 punti fondamentali, degni di riflessione, che possono riassumere l’enciclica. Scopriamoli insieme.

1. DOBBIAMO ABBANDONARE IL CARBONE. In attesa di soluzioni migliori, come le fonti rinnovabili, meglio preferire il male minore. Nel caso energetico, preferire il gas al carbone.

2. GLI INCONTRI SUL CLIMA DELL'ONU HANNO FALLITO. Oltre 20 anni di summit sono serviti a poco nel controllo del global warming. “La sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza si dimostra nel fallimento dei Vertici mondiali sull’ambiente.”

3. SERVONO A POCO I “CREDITI DI EMISSIONE”. “La strategia di compravendita di “crediti di emissione” può dar luogo a una nuova forma di speculazione e non servirebbe a ridurre l’emissione globale di gas inquinanti. Questo sistema non implica affatto un cambiamento radicale all’altezza delle circostanze. Anzi, può diventare un espediente che consente di sostenere il super-consumo di alcuni Paesi e settori.”

4. GLI PIACE L'ENERGIA DELOCALIZZATA. “In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso. Questo semplice esempio indica che, mentre l’ordine mondiale esistente si mostra impotente ad assumere responsabilità, l’istanza locale può fare la differenza.”

5. UNA RIFLESSIONE IN PIU’ LA MERITANO GLI OGM. “È difficile emettere un giudizio generale sullo sviluppo di organismi geneticamente modificati (OGM), vegetali o animali, per fini medici o in agricoltura, dal momento che possono essere molto diversi tra loro e richiedere distinte considerazioni. D’altra parte, i rischi non vanno sempre attribuiti alla tecnica stessa, ma alla sua inadeguata o eccessiva applicazione. In realtà, le mutazioni genetiche sono state e sono prodotte molte volte dalla natura stessa. Tuttavia in natura questi processi hanno un ritmo lento, che non è paragonabile alla velocità imposta dai progressi tecnologici attuali, anche quando tali progressi si basano su uno sviluppo scientifico di secoli.”

6. IL CONSUMO E’ UN PROBLEMA PIÙ GRAVE DELLA POPOLAZIONE. “Incolpare l’incremento demografico e non il consumismo estremo e selettivo di alcuni, è un modo per non affrontare i problemi. Si pretende così di legittimare l’attuale modello distributivo, in cui una minoranza si crede in diritto di consumare in una proporzione che sarebbe impossibile generalizzare, perché il pianeta non potrebbe nemmeno contenere i rifiuti di un simile consumo.”

7. GLI SMARTPHONE E GLI ALTRE GADGET ELETTRONICI STANNO ROVINANDO IL NOSTRO RAPPORTO CON LA NATURA. “I mezzi attuali permettono che comunichiamo tra noi e che condividiamo conoscenze e affetti. Tuttavia, a volte anche ci impediscono di prendere contatto diretto con l’angoscia, con il tremore, con la gioia dell’altro e con la complessità della sua esperienza personale. Per questo non dovrebbe stupire il fatto che, insieme all’opprimente offerta di questi prodotti, vada crescendo una profonda e malinconica insoddisfazione nelle relazioni interpersonali, o un dannoso isolamento.”

8. QUALE SARÀ IL NOSTRO REGALO PER LE NUOVE GENERAZIONI? DESOLAZIONE! “Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni.”

9. INQUINARE E TOGLIERE RISORSE ALLE GENERAZIONI FUTURE È UN PECCATO. Si ricorda che questa è un'enciclica pastorale e che non si basa sull'ambiente come materia scientifica. Ma, qualsiasi punto di vista si può tenere sulla questione, non è possibile dargli torto. L’enciclica cita così: “L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti. Chi ne possiede una parte è solo per amministrarla a beneficio di tutti. Se non lo facciamo, ci carichiamo sulla coscienza il peso di negare l’esistenza degli altri. Per questo i Vescovi della Nuova Zelanda si sono chiesti che cosa significa il comandamento “non uccidere” quando «un venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere».

10. ANCHE L'INQUINAMENTO ACUSTICO È UN DISAGIO. “Gli ambienti in cui viviamo influiscono sul nostro modo di vedere la vita, di sentire e di agire. Al tempo stesso, nella nostra stanza, nella nostra casa, nel nostro luogo di lavoro e nel nostro quartiere facciamo uso dell’ambiente per esprimere la nostra identità, e quando esso è disordinato, caotico o saturo di inquinamento visivo e acustico, l’eccesso di stimoli mette alla prova i nostri tentativi di sviluppare un’identità integrata e felice.”

Il punto centrale è che la terra è ferita e serve una conversione ecologica e Papa Francesco l’ha scritta con la rabbia di un’attivista, contro l’indifferenza dei potenti.

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