Per Tokyo 2020 le medaglie verranno prodotte con l'e-waste

Sep 02, 2016 | scritto da:

I giochi olimpici di Rio si sono da poco conclusi, regalando emozioni e unendo nazioni davanti agli schermi televisivi. Per i prossimi bisognerà aspettare i canonici quattro anni, ma Tokyo – la prossima arena per gli sportivi di tutto il mondo – ha già fatto una promessa: le medaglie del 2020 saranno realizzate con materiali riciclati provenienti dall’elettronica.

A pensarci bene però, creare quelle medaglie non ha un impatto ambientale così elevato se paragonato a tutto ciò che correda questo spettacolo. Ma il momento più fotografato, atteso, sul quale l’obiettivo punta sempre, è proprio quello della medaglia al collo dei tre atleti migliori al mondo. Perché allora non farle diventare il simbolo della necessità di una sostenibilità sempre più impellente in tutti i settori, anche in quello sportivo?

Il Giappone vuole fare da apripista realizzando medaglie con l’ e-waste, ovvero vecchi smartphone e altri gadget elettronici, sia per i giochi Olimpici, sia per i Paraolimpici. Quest’anno a Rio già un primo passo verso la sostenibilità era stato fatto: le medaglie d’oro sono state realizzate con oro estratto senza l’utilizzo di mercurio e prodotte con severi criteri di sostenibilità. Le medaglie d’argento e bronzo invece, avevano il 30% di materiali riciclati e metà della plastica utilizzata per i nastri proveniva da bottiglie di plastica riciclata.

La proposta giapponese sembra essere realizzabile non solo per il messaggio da veicolare, ma anche dati alla mano grazie all’analisi del Nikkei Asia Review (una sorta di Sole 24 Ore asiatico): per le medaglie dei giochi di Londra del 2012 sono stati impiegati all’incirca 9.6 kg di oro, 1.210 kg di argento e 700 kg di bronzo. La quantità di materiali recuperati dall’e-waste in Giappone nel 2014 è stata 143 kg di oro, 1.566 kg di argento e 1.112 tonnellate di bronzo. Numeri che riuscirebbero tranquillamente a coprire le necessità di Tokyo 2020. La sfida per arrivare preparati ai prossimi giochi è però quella di implementare al meglio il sistema di raccolta dei rifiuti elettronici. A oggi, sempre secondo la rivista Nikkei, meno di 100.000 tonnellate su un totale di ben 650.000 tonnellate sono raccolte correttamente ogni anno. Un gruppo di organizzatori olimpici coadiuvati dal governo si sta già organizzando per rendere più semplice la raccolta.

Anche se la realizzazione di questa sorta di miniera di rifiuti tecnologici non dovesse prender piedi entro il 2020, di certo sarà un passo avanti importanti per il Giappone, dove la richiesta di argento da rimettere in circolazione attraverso nuovi dispositivi elettronici è particolarmente alta.

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