Perché molti scienziati e scrittori sono vegetariani

Aug 18, 2015 | scritto da:

Probabilmente fu Einstein il primo a definire il vegetarianismo una necessità per la sopravvivenza dell’umanità. Il fisico mise in relazione le scelte alimentari personali con l’equilibrio delle risorse del pianeta.

Oggi la nostra sopravvivenza è minacciata in modo molto più evidente rispetto ai primi del ‘900: siamo sette miliardi e si prevede che saremo 9 miliardi nel 2050. Alla nostra specie si sommano i 4 miliardi di capi di bestiame, che servono a nutrire una minoranza della popolazione già sovralimentata, togliendo cibo a chi ancora muore di fame; spiega Umberto Veronesi a L’Espresso.“Se già oggi abbiamo difficoltà a soddisfare 
11 miliardi di bocche da sfamare e dissetare, dobbiamo domandarci qual 
è il limite oltre il quale si scatenerà la catastrofica lotta per acqua e cibo”, dice l’oncologo, che aggiunge “per quanto la scienza possa trovare delle soluzioni si arriverà 
a un limite e dovremmo impegnarci ora per assicurare un futuro alle prossime generazioni”. La soluzione di Einstein era quella di evitare il consumo di carne, una scelta condivisa da Leonardo da Vinci fino ai Beatles.

Il vegetarianesimo non è solo una scelta di amore e rispetto verso gli animali, è una questione ben più radicale. L’allevamento e la macellazione non sono sostenibili; basti pensare che per ottenere un chilo di carne occorrono tra i 15 e i 20 mila litri di acqua, mentre ne occorrono 1000 per ottenere un chilo di cereali. Senza contare che 
i capi di bestiame sono 4 miliardi, 
macchine che producono anidride carbonica e consumano ossigeno, oltre a sottrarre alla Terra campi coltivabili 
o intere foreste, sorgenti di aria pura. In poche parole, il vegetrianesimo è anche una scelta di rispetto per l’ambiente e di responsabilità nei confronti del futuro dell’uomo.

Tolstoj scriveva: “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani”. Probabilmente è vero, soprattutto per chi vive in città; ma le soluzioni potenziali sono tante e, forse, non è del tutto necessario rinunciare completamente al consumo di carne. Vegetariani o no, l’importante è essere informati e consapevoli, dal consumo responsabile nasce il rispetto per l’animale, per l’ambiente e per il nostro futuro.

 

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