Philips presenta GrowWise Center: il futuro dell’agricoltura è indoor?

Sep 14, 2015 | scritto da:

Secondo l’ONU la popolazione mondiale crescerà di circa 2,5 miliardi di persone entro il 2050 e il 66% di queste andrà a vivere nelle città. Un maggior numero di persone sul Pianeta significa un maggior numero di risorse per poterle sfamare. Ma cosa fare se l’80% della terra adatta alla coltivazione è già utilizzata? Il futuro dell’agricoltura, a questo punto, sembra dover essere indoor everticale.

A Eindhoven, nei Paesi Bassi, Philips ha inaugurato il più grande impianto agricolo coperto del mondo: si chiama GrowWise Center ed è esclusivamente dedicato alla ricerca e sviluppo di tecniche per ottimizzare la produzione alimentare. La struttura, che misura ben 234 mq, è dotata di uno speciale impianto di illuminazione per l’orticoltura a LED completamente personalizzabile in base alle esigenze di crescita della piantagione e del produttore. C’è spazio per verdure a foglia verde, frutta ed erbe. Ma non mancano nemmeno le colture più ricche di carboidrati, come grano e patate. Tutti indoor, ovviamente, con un sistema di illuminazione artificiale e funzionanti con pochissima acqua.

Quella dell’agricoltura indoor è una strada che mostra vantaggi molto interessanti: si ottiene infatti una migliore qualità dei prodotti, che vengono coltivati in modo più sostenibile e senza la necessità di pesticidi, utilizzando una frazione dell’acqua, dell’energia e dei terreni richiesti dall'agricoltura convenzionale. "Il nostro obiettivo è quello di sviluppare una tecnologia che permetta di coltivare cibo gustoso, sano e sostenibile praticamente ovunque. La ricerca che ci accingiamo a svolgere consentirà una produzione alimentare locale su scala mondiale, la riduzione dei rifiuti, limitando i Km per il trasporto del cibo e non utilizzando suolo o acqua” ha detto Gus van der Feltz, Direttore Globale di City Farming in Philips.

 

L’agricoltura indoor potrebbe essere la soluzione alla scarsità alimentare e allo spreco di risorse? “Con le ultime tecnologie studiate – spiega il capo del dipartimento di sostenibilità di Philips, Nicola Kimm – per produrre un chilo di pomodori saranno sufficienti 5 litri d’acqua, contro i 30 utilizzati per coltivare lo stesso quantitativo in un’impresa agricola tradizionale in Olanda e i 60 in Spagna”.

Quindi, questa soluzione permetterà di ridurre lo spreco di risorse preziose come acqua, energia e suolo, ma siamo pronti a vedere enormi fabbriche al posto di campi coltivati?

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