Piante selvatiche. La borragine, fiore del coraggio

Apr 24, 2014 | scritto da:

Questa pianta dal fiore di un celeste luminoso, a forma di stella, ha qualcosa da dirci in questo periodo. La incontriamo nei prati, lungo strade e fossi già fiorita in pianura. Quando mi soffermo accanto ad una pianta di borragine in fiore, osservando il suo portamento elegante ho la sensazione di trovarmi vicino ad un essere fatato, capace di donare un delicato sollievo allo spirito appesantito. Sarà per la sua tipica peluria argentea che riluce nel sole di aprile?

Non lo so. Ma mi affascina il portamento aggraziato dei suoi boccioli, che talvolta, quasi come per scherzo, si colorano di rosa. Dai peli bianchi che crescono su tutta la sua superficie esterna (foglie, stelo, boccioli) potrebbe derivare il suo nome: dal latino “borra”, lana grezza. Secondo altre ipotesi sarebbe il celtico “borrach” (uomo coraggioso) ad aver dato origine al nome della Borragine. Per altri ancora potrebbe venire dall’arabo “abou rach”, padre del sudore, per le sue proprietà sudorifere.

Leggendo in più fonti scopro che la borragine (Borrago officinalis L., fam. Borraginaceae) proviene originariamente dalla Siria e si è poi diffusa in tutto il Mediterraneo e in Europa, fino alle zone submontane. Cresce spontanea in fitti cespugli alti da 15 cm a 1 metro circa, diffondendo l’azzurro del cielo sia nei giardini e nei campi coltivati, sia nei prati incolti.

Anche i romani riconoscevano a questa pianta la virtù di rafforzare il coraggio in coloro che ne portavano con sè un rametto fiorito, che ne mangiavano le foglie o che ne bevevano gli infusi medicinali. Di lei Plinio ha scritto “Io, Borragine porto sempre coraggio”. John Gerard, chirurgo e farmacista elisabettiano, ha scritto di lei che porta “conforto del cuore, perché scaccia il dolore e aumenta la gioia della mente”. (Ratti P.E., Le piante del Signore, p.56)

Insomma la Borragine porta vivacità, leggerezza e gioia di vivere, qualità riconosciute anche dalla floriterapia californiana che consiglia l’utilizzo del rimedio Borage (preparato secondo il metodo del dottor Edward Bach) in tutti i casi di malinconia, scoramento e sofferenza affettiva, per ritrovare fiducia, buon umore e forze creative.

Riconoscimento, raccolta ed uso alimentare. La borragine è inconfondibile per i suoi fiori a stella che punteggiano di azzurro il cespuglio sorretto da un fusto carnoso e cavo. Ha proprietà depurative, diuretiche, sudorifere, tossifughe, (foglie e stelo), emollienti (fiori). E’ un’ottima fonte alimentare, ricca di vitamina C e di nitrati di potassio. Da maggio a settembre si raccolgono le foglie giovani soprattutto nelle piante non ancora fiorite, da usare in tagliate fini in insalate insieme ai fiori, che portano luce e allegria sulla nostra tavola. Le foglie più scure e grandi vengono cotte brevemente come spinaci o come ingredienti in ravioli, zuppe, risotti e frittate aromatiche. I fiori canditi sono usati in pasticceria per decorare le torte.

Curiosità: Il vino alla borragine, dal sapore rinfrescante, era considerato dai romani un rimedio alla tristezza. Plinio sostiene che si tratti del “Nepente” decantato da Omero nell’Odissea (libro IV) come portatore di allegria.

 

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