Piccolo giardino in movimento su un bus. Arte e non solo

May 12, 2014 | scritto da:

 

Davanti il conducente, dietro i passeggeri, e sopra un giardino.

Vi piacerebbe andare a lavoro in un giardino in movimento? Questa è l’idea di Marc Granen, giovane paesaggista e artista catalano. Un anno fa Granen lavorava alla realizzazione di pareti verdi verticali e terrazze verdi, fino a quando, guardando Barcellona dall’alto di un tetto, vide alcuni autobus bloccati nel traffico e pensò: “Accidenti quanta superficie non sfruttata!”.

Nasce così il progetto Phyto Kinetic, la creazione di veri e propri piccoli giardini sui tetti degli autobus. Questi dispongono di una superficie sfruttabile di venti metri quadri, quindi venti metri quadri di verde in più per ogni autobus della città. Inoltre, ogni singolo metro quadro assorbe Co2: un gran bel polmone verde se consideriamo quanti autobus circolano per le città del globo ogni giorno. In città, i cui viali sono costeggiati da alberi e aiuole, l’idea di Granen è di rendere verde anche l’asfalto, o meglio le superfici che vi corrono sopra.

Granen usa uno strato di schiuma idroponica di circa sette centimetri molto più leggera della terra -riducendo quindi il peso complessivo del tetto Phyto Kinetic- che trattiene l’umidità isolando termicamente l’autobus. La schiuma riposa su un quadro di acciaio inossidabile, lungo il cui perimetro corrono delle bande che servono da contenimento alla struttura. Al di sopra della schiuma Granen applica le coperte verdi su cui pianta piante grasse, erbe aromatiche, piante ornamentali ed edera. Un tappeto erboso e profumato che cambia al variare delle stagioni e del clima. Granen ha pensato anche all’irrigazione attraverso la condensa dell’aria condizionata che viene catturata e riciclata, più fa caldo maggiormente le piante saranno irrigate e viceversa. Infine, una rete viene legata alle bande esterne della struttura trattenendo l’istallazione, in questo modo anche rovesciando l’autobus a testa sotto questa rimane saldamente ancorata al tetto dell’autobus. Alla flora, Granen ha aggiunto la fauna come rane, lombrichi, formiche così da accrescere la biodiversità nelle città.

Lasciando da parte gli aspetti tecnici, per Marc Granen non è l’uomo a dover tornare alla campagna, di cui abbiamo bisogno in quanto polmone. Dobbiamo invece far tornare la natura nelle nostre città, quante più piante abbiamo vicino a noi migliore sarà la qualità della nostra vita; ci arricchiamo socialmente e permetteremo alla natura di tornare ad essere parte integrante delle nostre vite. Questi autobus, se un giorno diverranno realtà, avranno il potere di cambiare il nostro rapporto con la natura e di integrare spazi urbani e naturali. Come sarebbe affacciarsi dalla finestra di una grande metropoli e vedersi circondati da pareti vegetali, da terrazze verdi e poco più sotto gli autobus dai tetti aggiardinati? “Ci riprendiamo il nostro rapporto con la natura, ci arricchiamo socialmente e vinciamo tutti” ha detto Granen, e non è il solo a pensarla così.

 

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