Plastic Roads: la strada per un futuro più sostenibile è fatta di plastica riciclata

Jul 15, 2016 | scritto da:

A Chennai, nel Tamil Nadu, Jambulingam Street è una piccola leggenda. Realizzata nel 2002, non appare in nulla simile a quel mosaico di buche, voragini e crateri che le strade dell’India diventano dopo una copiosa pioggia. Le frequenti alluvioni, i monsoni e le ondate di calore tipiche del clima tropicale non hanno intaccato l’integrità del manto stradale. Neanche il traffico da formicaio, che nella penisola asiatica è tutto fuorché una colorata immagine da cartolina, ci è riuscito.

Il merito? Del Dr. Vasudevan, professore di chimica al Thiagarajar College of Engineering di Madurai, e della tecnologia da lui brevettata nel 2006 per costruire le 'Plastic Roads', strade dalle prestazioni sorprendenti il cui asfalto è arricchito da plastica riciclata. È la combinazione nel giusto rapporto del bitume e della componente ricavata dal riciclo dei rifiuti ad assicurare a questa innovativa copertura stradale ottima resistenza all’usura e agli agenti fisico-chimici, come quella che contraddistingue Jambulingam Street. Il processo di produzione del particolare fondo si articola in pochi step: i rifiuti, una volta lavati, depolverizzati, tagliuzzati e distribuiti su ghiaia ad alte temperature, fondono e si riducono a un semplice agglomerato di polimero. Il materiale così ottenuto riveste i ciottoli con un film plastico sottile e li prepara ad essere uniti al catrame per produrre nuovo asfalto, con performance migliori del solo bitume 'vergine'.

Un’idea semplice, con un potenziale enorme. Una sfida ambientale per l’intero Paese: convertire le 15000 tonnellate di rifiuti plastici che l’India produce e non riesce a smaltire ogni giorno in un bacino di materia prima dal quale attingere. Ad oggi montagne di oggetti monouso ingombranti e poco resistenti come shopping bag e imballaggi causano un pesante sovraccarico per le discariche e per il sistema fognario, compromettendo la salubrità dell’aria e delle acque. La soluzione ideata dal rinominato 'Plastic Man of India' innesca il circolo virtuoso del riciclo, arginando al tempo stesso una minaccia alla salvaguardia dell’ambiente e un pericolo per la salute della popolazione

Swachh Bharat Abhiyan - Clean India Mission”. Più che una missione, una crociata personale quella portata avanti dal Primo ministro indiano Narendra Modi. L’obiettivo dell’iniziativa è un’India 'pulita' al 2019, in occasione del 150esimo anniversario della nascita del Mahatma Gandhi. Lo scorso novembre il governo nazionale ha ufficialmente annunciato un piano multimiliardario di finanziamenti per la rigenerazione delle infrastrutture esistenti con il metodo “strade riciclate”. Sarà così fissato un nuovo standard d’intervento e verrà applicato obbligatoriamente dalle strade di campagna a quelle dei centri urbani con più di 500000 abitanti.

La regione del Tamil Nadu è stata la prima a sviluppare una filiera strutturata intorno alla raccolta e al trattamento dei rifiuti plastici. I lavoratori coinvolti sono perlopiù raccoglitrici che hanno avuto accesso ad agevolazioni per l’acquisto di macchinari per la triturazione e che vendono il loro prodotto finito per un piccolo profitto. La creazione di occupazione e l’innesco di pratiche di piccola impresa, soprattutto perché coinvolgono le categorie più vulnerabili della popolazione, sono uno dei vantaggi inattesi che la realizzazione delle Plastic Roads genera.

Lo sforzo, in cui il Primo ministro Modi si impegna in prima persona, è quello di coinvolgere la comunità nell’attivazione del meccanismo dell’economia circolare: vincere l’inerzia che le abitudini d’incuria di più di un miliardo di indiani oppongono all’innovazione tecnologica e delineare strategie per colmare letteralmente i vuoti con quello che c’è in eccesso. Una su tutte: creare valore ex novo elaborando materiale di scarto per produrne materia prima.

Ad oggi, in India, sono stati già realizzati quasi 35000 chilometri di strade con il manto del Dr. Vasudevan; circa la metà nella regione del Tamil Nadu. L’obiettivo è fissato a livello nazionale ed è quello di muoversi spediti verso un futuro sostenibile: per raggiungerlo è necessario tracciare e percorrere nuove strade, preferibilmente fatte di plastica riciclata.

 

Se ti è piaciuto questo post ti consiglio la lettura di Shantaram di Gregory David Roberts per conoscere così la poesia che sfacciata si annida nei cumuli di rifiuti degli slum, il colore dei tramonti e la libertà esilarante che ti contagia una volta a Bombay. 

 

Agnese Metitieri 

Sono laureata in ingegneria energetica, ma non faccio l'ingegnere. Mi occupo di comunicazione ambientale e scientifica. Amo leggere, viaggiare e scrivere di energia e sostenibilità. Sono curiosa, il mondo mi meraviglia e voglio raccontarvi perché.

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