Polveri sottili nel pallone

Mar 09, 2016 | scritto da:

Un appuntamento fisso quello con la squadra del cuore. Ti ritrovi lì davanti al televisore con un nodo alla gola, imprechi, speri e ti emozioni convinto che quelli dall'altra parte dello schermo possano sentire la tua voce. Ma sfatiamo un mito: se la nostra squadra del cuore perde non prendiamocela con l'allenatore, la preparazione atletica, il campo, il tempo, gli infortuni o addirittura con il povero arbitro.

La colpa potrebbe essere dell'inquinamento dell'aria e della presenza di polveri sottili. L'ipotesi sconcertante arriva dai ricercatori dell'Institute for the Study of Labour di Bonn che hanno preso in esame le prestazioni atletiche tra il 1999 e il 2011 delle squadre che militano nella Bundesliga, l'equivalente tedesco della nostra Serie A, e hanno scoperto una correlazione tra la forma fisica dei campioni (misurata con il numero di passaggi di palla, indicatore di produttività perché collegato alla velocità del gioco e al successo di una squadra) e lo smog fuori dallo stadio.

Analizzando quasi 3.000 partite giocate in 32 stadi diversi da 1.771 calciatori di 29 squadre, gli esperti hanno concluso che l'inquinamento influisce negativamente sulla produttività dei giocatori: le prestazioni diminuiscono moderatamente quando ci sono tra i 20 e i 50 microgrammi di particolato per metro cubo d'aria e in modo consistente sopra i 50 microgrammi, livello oltre il quale la performance può scendere fino al 16%.

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