Popolazione andina che ha sviluppato tolleranza all'arsenico

Mar 10, 2015 | scritto da:

Karin Broberg del Karolinska Insitute in Svezia ha condotto uno studio sui residenti della città settentrionale di San Antonio de los Cobres, nella Ande argentine, ed ha scoperto che quella popolazione ha sviluppato una altissima tolleranza all’arsenico presente nelle acque dell’approvvigionamento idrico della zona. Questa scoperta è notevole a livello scientifico perché non solo è la prima volta che gli esseri umani si adattano all’arsenico, ma è anche “il primo caso noto di esseri umani che tollerano una sostanza chimica altamente tossica”, come ben si spiega in un articolo pubblicato in Molecular Biology and Evolution.

La zona dove sorge questo centro andino è molto secca ed eruzioni vulcaniche passate hanno lasciato un residuo di arsenico che è entrato nel rifornimento idrico locale in maniera permanente; ciò ha fatto sì che la popolazione locale si adattasse indirettamente a tale sostanza sviluppando particolarmente il gene AS3MT capace di produrre un enzima per metabolizzare l’arsenico. Che il gene AS3MT potesse produrre un enzima del genere in piccola parte era cosa già conosciuta, ma questa è la prima volta che una popolazione viene trovata con un così alto tasso di espressione del gene AS3MT. Tra l’altro, a confermare l’atavica “abitudine” di questa popolazione all’arsenico è anche il ritrovamento di una mummia risalente a 7000 anni fa con un’alta concentrazione di arsenico nei capelli, cosa che suggerisce una certa tolleranza umana ai metalli pesanti. Il problema dell’arsenico nelle acque “potabili” dei paesi poveri e del terzo mondo è un problema serio a cui l’uomo non ha ancora trovato una soluzione se non quella, come abbiamo appena visto, di trasformare i suoi geni nel corso del tempo nel tentativo di sviluppare una tolleranza alle sostanze chimiche.

Photo credits: medicaldaily.com

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