Prendiamoci cura dei Vecchi Alberi

Feb 20, 2014 | scritto da:

 

“Quell’albero solitario. Una cosa viva

Cresciuta troppo lentamente per mai consumarsi

La forma e l’aspetto troppo maestosi

Per essere distrutto.”

William Wordsworth (cit. in Sinden 1992)

Gli alberi monumentali ci affascinano con il loro portamento da grandi maestri, depositari di una saggezza antica, maestosi evocatori della meraviglia della vita. Ma i vecchi alberi non rispondono sempre alle nostre aspettative estetiche. Eppure la loro presenza ha un’importanza cruciale negli equilibri ecologici. Lo conferma uno studio recente reso noto da Nature , che dimostra che la capacità di assorbire e trattenere carbonio nelle fibre aumenta negli alberi in relazione alla dimensione e all’età. In pratica, i vecchi alberi non agiscono semplicemente come accumuli di carbonio, ma continuano a fissarne grandi quantità rispetto ad alberi più piccoli. Finché sono in vita, dunque, i vecchi alberi sono incredibilmente preziosi nella complessità degli ecosistemi forestali.

Diversi anni fa Common Ground, una nota organizzazione ambientalista inglese, pubbicò il Manifesto per gli Alberi, riportato nel libro di Neil Sinden “Alberi. Per strada, nei giardini, a scuola... un manuale per difendere gli alberi rimasti, una guida per farne crescere di nuovi” (Red Edizioni 1992). Eccone un breve estratto che cade a fagiolo con il tema di questo post:

I vecchi alberi hanno carattere. Le loro forme e dimensioni insolite ci ispirano e ci sorprendono. Se vengono lasciati liberi di crescere, non obbediscono ad alcuna regola estetica e ciò contribuisce ad accentuare la loro bellezza e il loro valore. Dobbiamo imparare a esaminare in modo più critico il nostro atteggiamento nei confronti di ciò che è brutto e ciò che è bello. (...) I vecchi alberi non sono necessariamente enormi e svettanti. Le grosse capitozze affette da carbonchio possono essere pluricentenarie, così come gli alberi cedui che possono essere alti solo pochi centimetri, ma possedere enormi ceppi di diversi metri di circonferenza.

Gli alberi dal tronco cavo sono piuttosto diffusi. Non dobbiamo preoccuparci quando vediamo un albero il cui tronco non è integro. Non vi è alcuna ragione per cui un albero cavo non possa continuare a vivere per molti anni, e spesso per secoli. L’acqua e gli elementi nutritivi indispensabili alla vita della pianta vengono trasportati attraverso uno strato chiamato “cambio” che si trova tra il margine interno della corteccia e il legno morto.

I vecchi alberi dal tronco cavo o dalla chioma intaccata da rami morti hanno un grande valore per la natura in quanto sono fonte di nutrimento per funghi e insetti, luogo ideale in cui costruire i nidi e riparo per pipistrelli, gufi e altri uccelli. Se i vecchi alberi dovessero scomparire, la stessa sorte toccherebbe a tutte queste piante e a questi animali.”

Tutto ciò che esiste ha un suo perché nel fluire della vita. Un equilibrio dinamico che richiede oggi la nostra più devota attenzione perché da lungo tempo abbiamo smesso di ascoltarlo, così abbiamo bisogno di accordarci nuovamente al suo ritmo.

 

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