Purificare l'acqua con il mais? Non è utopia!

Sep 28, 2015 | scritto da:

Lalita, una tredicenne indiana, ha progettato un sistema con pannocchie di scarto e colli di bottiglie di plastica per purificare le acque di scarico del proprio villaggio e riutilizzarle nell'irrigazione.

Un colpo di genio? Può darsi; senza dubbio tanta curiosità e voglia di fare. Lalita, infatti, passeggiando tra i campi non ha potuto fare a meno di notare enormi cumuli di pannocchie di mais bruciate sotto il sole e ha iniziato a chiedersi cosa si sarebbe potuto fare per recuperarle. Ispezionando i pezzi che compongono la spiga e attirata dal tutolo (la parte interna alla quale sono attaccati i chicchi di mais e che assomiglia a una spugna) decide di immergere i componenti in una bacinella d’acqua sporca e nota, dopo qualche ora, una maggiore limpidezza.

Così la giovane realizza una bizzarra, ma funzionale, impalcatura con dei colli di bottiglia posti uno sopra l'altro riempiti con parti di pannocchia. L’acqua scorrendo all'interno della struttura lascia dietro di sé tra il 70 e l’80% delle impurità, trattenute dal mais. La speranza è che questo sistema possa permettere ai contadini di riutilizzare le acque reflue durante i periodi di secca, al fine di aumentare la produzione e la qualità delle materie prime.

Grazie alla sua invenzione, Lalita è stata premiata alla Google Science Fair, una competizione scientifica dedicata ai giovani, con un finanziamento di 10 mila dollari e un anno di tutoraggio da parte della rivista Scientific American.

 

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