Quando l’imprenditoria femminile incontra la sostenibilità

Sep 29, 2016 | scritto da:

Il cambiamento climatico ha costretto la popolazione mondiale a ripensare all’intenso rapporto tra energia e sviluppo. Il concetto di sostenibilità si lega a quello di adattabilità, in un Pianeta in costante mutamento. Dopo la Conferenza Mondiale sul Clima a Parigi nel Dicembre 2015, e un nuovo appuntamento alle porte a Novembre in Marocco, le decisioni politiche si sono fatte più pressanti in tema ambientale.

L’accesso all’energia, la diminuzione delle emissioni di gas climalteranti, la diversificazione della matrice energetica e la creazione di nuovi posti di lavoro nel mercato delle rinnovabili sono diventati, in alcuni casi, parte di un progetto energetico a lungo termine. L’Africa, uno dei continenti più sensibili a questi temi, sta sperimentando una sostanziale trasformazione del suo impianto energetico per contrastare una situazione storicamente in declino. Secondo un rapporto dell’Africa Progress Panel infatti, 621 milioni di africani - circa due terzi della popolazione -, non hanno accesso all’elettricità, e circa 600 mila persone, di cui la metà bambini sotto i cinque anni, muoiono per problemi polmonari dovuti all’uso del carbone come combustibile per cucinare.

In alcuni villaggi le lampade a cherosene e le candele sono le uniche forme di illuminazione notturna nelle case. La spesa per il combustibile e l’elettricità necessaria per ricaricare i dispositivi si aggira intorno ai 0.50-0.60 dollari al giorno, circa il 30% del reddito familiare. Da questi dati hanno preso luce diverse iniziative locali e la rivoluzione sta interessando sia le aree connesse alla rete elettrica, sia quelle autonome, con l’obiettivo di fornire elettricità anche alle comunità rurali e alle località remote.

 

Solar Sister è l’esempio di una realtà nata nel 2010 dall’esperienza di Katherine Lucey, operante in Uganda, Tanzania e Nigeria. Lo scopo dell’associazione è duplice: colmare il divario energetico delle zone isolate ed investire nell’imprenditoria femminile, figura centrale nella vita africana. Solar Sister fornisce alle donne programmi di formazione, un’assistente e un kit per iniziare la loro attività di vendita sul territorio, che include lampade solari e caricatori solari portatili, scelta ovvia in un Paese in cui le giornate di sole annuali sono in media 325. I prodotti sono forniti da una rete di aziende selezionate e vengono spediti dai quartieri generali dei tre Paesi africani verso i villaggi. Dalla vendita ai parenti, la rete si espande e permette alle donne di aumentare i propri guadagni, garantendo non solo un futuro solido e indipendente ma permettendogli anche di partecipare attivamente all’economia familiare, punto chiave per la riduzione della povertà nei paesi sottosviluppati.

Secondo i dati di Solar Sister, inoltre, ogni lampada solare sostituisce più di 550 litri di cherosene, riducendo drasticamente le emissioni di anidride carbonica. Un vantaggio per la salute e per l’ambiente, se si considera anche il calo del 60% dell’uso di legna e carbone. Da un gruppo di dieci persone, attualmente l’associazione abbraccia più di 2.500 imprenditrici che hanno consegnato i loro prodotti a più di 700 mila persone, fornendo soluzioni energetiche pulite da fonti rinnovabili per le faccende quotidiane quali la cottura, l’illuminazione delle abitazioni e la carica dei cellulari. Storie di speranza e passione, ma più di tutto un’innovativa catena di valori in grado di accompagnare questo continente verso una sostenibilità in cui l’adattamento al cambiamento ambientale lavori sinergicamente con le risorse rinnovabili per trarne benefici nel rispetto della natura, della cultura e della comune futura esistenza.

 

Lucia Lenci

Ingegnere per sbaglio e giornalista ambientale per coincidenza.
Mi occupo di comunicazione ambientale e scientifica con focus su energie rinnovabili, investimenti e politiche sostenibili.
Viaggiare è la mia dimensione e il mare il mio rifugio. Studio e pratico due discipline orientali.



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