Riciclare il polistirolo: il progetto del giovane Ashton Cofer

Apr 03, 2017 | scritto da:

'Tentar non nuoce' ovvero prova a fare qualcosa anche se fallisci più volte perché è meglio tentare piuttosto che rinunciare in partenza. Probabilmente è questo il motto del giovane inventore Ashton Cofer che, dopo aver incendiato una griglia da cucina e creato panico in famiglia, non si è arreso e le ha provate tutte pur di trovare un modo per riciclare il polistirolo.

“Era solo un normale sabato. Mio padre era in giardino a tagliare il prato, mia mamma stava facendo i mestieri di casa, mia sorella era nella sua stanza a fare i compiti e io ero nel seminterrato a giocare ai videogiochi - racconta Ashton - Quando sono salito al piano di sopra per prendere qualcosa da bere, ho guardato fuori dalla finestra e ho visto la griglia in fiamme. Non si trattava della cena della mia famiglia, ma del mio progetto scientifico”. Un'idea, tanta voglia di fare e un team composto da tre giovani studenti. “L'idea di questo progetto è nata quando i miei compagni di squadra hanno fatto un viaggio in America Centrale e hanno visto spiagge sommerse dal polistirolo - prosegue il ragazzo - Dal momento che non ci sono metodi efficaci per riciclare questo materiale, quasi tutti gli imballaggi finiscono in discarica, negli oceani o sulle spiagge, impiegando più di 500 anni per degradarsi”.

Riciclare il polistirolo è considerata una pratica troppo costosa e poco sostenibile, ma cosa succederebbe se potessimo continuare ad usare il polistirolo come materiale da imballaggio e beneficiare allo stesso tempo del suo basso costo, della sua leggerezza e delle sue proprietà isolanti, senza danneggiare l'ambiente?

“Io e il mio team abbiamo pensato di utilizzare il carbonio che è già presente nel polistirolo per creare del carbone attivo, un materiale contenuto in quasi tutti i filtri dell'acqua perché grazie a dei piccoli micropori. Il carbone riesce a rimuovere le sostanze nocive presenti nell'acqua e nell'aria - spiega - Così abbiamo iniziato a fare una serie di test ottenendo scarsi risultati dal momento che la griglia di mio padre è letteralmente andata in fiamme. Ad un certo punto abbiamo pensato di rinunciare ma poi con le giuste temperature, i tempi e le sostanze chimiche, ce l'abbiamo fatta: abbiamo creato carbone attivo dai rifiuti di polistirolo per purificare l'acqua e siamo stati anche in grado di ridurre gli sprechi di quest'ultimo, risolvendo due problemi globali con una sola soluzione”. Il progetto ha ricevuto fondi da diverse associazioni e i ragazzi hanno in programma di presentare un brevetto completo.

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