Ripensare l'industria degli imballaggi in plastica: la Fondazione Ellen MacArthur pubblica il nuovo rapporto

Jan 25, 2017 | scritto da:

Il 20 gennaio si è concluso a Davos il World Economic Forum, dove decisori politici, manager e stakeholders si sono riuniti per trattare il tema “Leadership responsabile e reattività”. Punto di partenza del summit il Global Risks Report 2017, report basato sulle valutazioni di 750 esperti che hanno considerato 30 rischi globali suddivisi in cinque macro categorie: rischio economico, ambientale, geo-politico, sociale e tecnologico. La crescente disuguaglianza economica e la polarizzazione sociale si fondono con la progressiva preoccupazione ambientale. Rispetto all’anno precedente, nella top tre dei rischi sono stati elencati gli eventi meteorologici estremi, seguiti dalle migrazioni di massa e dai disastri naturali. Nonostante i passi in avanti contro il cambiamento climatico con il nuovo incontro COP22 in Marocco, la ratificazione dell’accordo di Parigi anche da parte degli Stati Uniti e della Cina e le sempre maggiori misure di mitigazione, anche nel 2017 i leader sono chiamati a cooperare con impegno per risolvere le minacce a più elevata probabilità. 

Al Forum, la Ellen MacArthur Foundation con il supporto di McKinsey & Company, ha pubblicato il nuovo rapporto “The New Plastics Economy: Catalysing action”, con cui ha posto l’attenzione sulla crescente necessità di ripensare l’industria degli imballaggi in plastica. Come raccontato qui, negli ultimi 50 anni la produzione di plastica ha subito un’impennata da 15 milioni di tonnellate nel 1964 a 311 milioni di tonnellate nel 2014. Dati allarmanti che non accennano a diminuire nei prossimi decenni e per cui serve un’azione immediata per scongiurare la previsione di un oceano che entro il 2050 potrebbe contenere più plastica che pesci in termini di peso. Una realtà, quella dei materiali plastici e il loro utilizzo, che non può essere più ignorata data anche l’influenza sull’economia mondiale. Novamont, Danone, Coca Cola, Unilever, Mars Incorporated, Amcor e Veolia tra i sette core partner che hanno aderito al progetto per ridisegnare la loro produzione, con l’aiuto di privati, organizzazioni non governative, università e centri di ricerca.





La relazione suggerisce tre strategie, basate sui principi dell’economia circolare, per aumentare il riuso degli imballaggi in plastica e raggiungere il 70% di riciclo, partendo dall’attuale 14%. Secondo i ricercatori, il 20% del packaging potrebbe essere riutilizzato, per esempio scegliendo imballaggi sostenibili, ricaricando i prodotti terminati nello stesso contenitore o evitando buste monouso. Il 50% del materiale potrebbe invece essere riciclato, rappresentando un’opportunità economica notevole per valorizzare la gestione degli scarti. Per il restante 30% (in peso), equivalente a 10 miliardi di buste di plastica all’anno destinate alle discariche o agli inceneritori, è necessaria una riprogettazione e ottimizzazione radicale del packaging. In questo contesto, la tecnologia e l’innovazione dei materiali giocano un ruolo fondamentale e costituiscono l’evoluzione in termini di sostenibilità.

Fonte infografiche: Ellen MacArthur Foundation

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