Salvaguardia degli ecosistemi costieri: quali prospettive della COP22?

Nov 21, 2016 | scritto da:

Cos’hanno a che fare con il cambiamento climatico mari e oceani? Potrebbe stupire qualcuno, ma alla COP22 di Marrakech la gestione degli ecosistemi costieri è stata parte dell’agenda dell’United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) per la prima volta. 

Forse non è risaputo che la flora in zona marina sia in grado di catturare e poi stoccare la CO2 presente in atmosfera venti volte più di quanto non faccia la vegetazione terreste. Nonostante ciò, gli ecosistemi costieri, come vi avevamo raccontato qui sono tra i più minacciati al mondo.

Mangrovie, paludi e prati di posidonia rappresentano non solo un serbatoio di carbonio lungo la costa molto efficiente, perché assorbono gli agenti climalteranti, nonostante abbiano un’estensione ridotta, ad un ritmo più elevato delle foreste del nostro pianeta, ma anche un meccanismo di protezione naturale da allagamenti e intemperie per le infrastrutture umane e per le colonie di pesci neonati.  

Per coordinare le iniziative globali in materia nasce l’International Blue Carbon Initiative, un programma che ha per mission la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico grazie alla salvaguardia e al ripristino degli ecosistemi costieri

La vegetazione marina che assorbe CO2, per la quale è stato coniato il termine ‘Carbonio Blu’, al momento copre a livello mondiale una superficie approssimativa di 49 milioni di ettari.  Un patrimonio da proteggere: si stima che fino a 1,02 miliardi di tonnellate di anidride carbonica vengano rilasciate ogni anno da ecosistemi costieri degradati, una quantità che equivale al 19% delle emissioni da deforestazione tropicale a livello globale. L’IBCI valuta che i servizi che le mangrovie rendono alle popolazioni umane che vivono in zone costiere ‘valgano’ più di 1,6 miliardi all’anno. 




Un beneficio a cui non possiamo permetterci di rinunciare, anche secondo il Sustainable Development Goals (SDGs) Report. Tra i 17 obiettivi dell’Agenda SDG per un mondo sostenibile al 2030, uno, il quattordicesimo per l’esattezza, recita: ‘preservare e usare responsabilmente le risorse di oceani, mari e coste per uno sviluppo sostenibile’. 

Ben il 37% della popolazione mondiale vive in zone costiere. Intervenire con decisioni drastiche ed ambiziose per salvaguardare l’ecosistema che le ospita non è cruciale solo per la tutela dell’ambiente, ma anche per la loro sopravvivenza. Aspettiamo con fiducia gli esiti dal Global Landscape Forum della COP di Marrakech.


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