Scarpe di lana per salvaguardare l'ambiente

Sep 07, 2016 | scritto da:

Indosseresti scarpe di lana per salvare l’ambiente? Se non sai cosa rispondere, sappi che esistono già e magari, almeno le più famose, le hai indossate. Normalmente, la maggior parte delle calzature è realizzata con materiali naturali – pelle o tela – e/o sintetici principalmente a base di petrolio come gomma e plastica. Alcuni produttori di calzature però hanno già optato per un’alternativa naturale in grado di assorbire l’umidità, traspirante e sostenibile: la lana.

La più famosa e lanciata sul mercato mondiale è l’australiana UGG, azienda che fin dal 1970 realizza stivali con l’interno di lana di pecora e rivestiti esternamente di pelle di pecora. Agli albori furono i marinai ad apprezzarli: cosa c’è di meglio di poter riscaldare subito i propri piedi dopo essere tornati da un’uscita in mare? All’epoca si compravano per 12$ presso qualsiasi stazione di benzina; oggi si comprano in quasi tutti i negozi di scarpe, anche se il prezzo è un po’ cambiato. Marchi meno noti, ma che hanno intrapreso la stessa strada dell’utilizzo della lana sono la svizzera Baabuk, specializzata in scarpe da ginnastica e la londinese Mahabis. Quest’ultima realizza pantofole di lana trasformabili in scarpe da esterni semplicemente attaccando un tacco di gomma.

Con una popolazione di 4,6 milioni di persone e 29,5 milioni di pecore (sei pecore per ogni persona), è però la Nuova Zelanda a essere il terreno adatto non soltanto a realizzare queste nuove calzature, ma anche a venderle. Al momento sono due le società che si stanno rifornendo di lana neozelandese per creare scarpe sia per l’inverno, sia per l’estate. La prima è Allbirds, di San Francisco, che ha ridisegnato le tipiche sneaker utilizzando una lana merino pregiata e un composto a base di olio di ricino per la suola. Fondata da un ex giocatore di calcio neozelandese, Tim Brown, e da un esperto di materiali rinnovabili Joey Zwillinger, le sneaker sono lavabili, con un design minimalista e tessuto merino super fine. La lana funge da isolante rendendo la scarpa calda in inverno e traspirante in estate. Inoltre neutralizza gli odori grazie alle sue proprietà antibatteriche. Una coppia di Allbirds è venduta al dettaglio a 95$ online, prezzo paragonabile a popolari marche sportive come Nike e Adidas.

Danese è invece Glerups che lavora con la lana infeltrita. Conosciuta per i suoi stivaletti in vitello, le scarpe sono realizzate con un unico pezzo di lana cotta cucito su una base di vitello. In realtà Glerups non è una novellina: concepita alla fine del 1970 da una coppia danese, lavorava solo con lana originaria del sud della Svezia presa da una particolare razza di pecora, la Gotland. La signora Nanny le realizzava personalmente un paio al giorno, mentre il marito Ove manteneva i rapporti con gli agricoltori. Le scarpe erano già popolari nei negozi di Copenaghen, ma nel 1990 iniziò ad avere qualche problema. Ad aiutarli intervenne Allan Timm, oggi co-proprietario e direttore di Glerups che aveva già lavorato con un marchio di calzature in Spagna. Oggi, le Glerups sono vendute in 14 paesi in tutto il mondo al ritmo di circa 200.000 paia all'anno e l’aumento della domanda ha portato Timm a cercare una lana più facile da procurarsi: quella della Nuova Zelanda. Sia Glerups e Allbirds lavorano in congiunzione con la cooperativa The New Zealand Merino Company, che collega marchi internazionali a favore degli agricoltori di lana in tutta la Nuova Zelanda e aiuta a stabilire contratti tra agricoltori e marche per garantire una coerente fornitura di lana.

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