Sciare sostenibile

Feb 09, 2017 | scritto da:

È febbraio e una questione si fa impellente: dove si va in settimana bianca? Non sempre la sostenibilità è fatta di alberi – anche se quella è la forma preferita in Treedom – alle volte passa da una pista innevata e uno sciatore con abbigliamento tecnico di ultima generazione

Il Pianeta si scalda, gli esperti e le rilevazioni lo confermano: resort e luoghi di villeggiatura invernale si devono adeguare, e con questi le aziende del settore che rispondono all’emergenza del cambiamento climatico diventando più sostenibili e riducendo il loro impatto sull’ambiente

Questo è il caso di Gore Fabrics, nota a livello globale soprattutto per gli indumenti e gli accessori sportivi in, appunto, tessuto GORE-TEX®. L’azienda, fondata nel 1958 con il nome W.L..Gore & Associates, ha la mission di “trasformare industrie e migliorare vite” e opera in questo senso non solo nel settore del cosiddetto outwear, ma anche in quello farmaceutico, dell’aerospazio ed elettronico. Recentemente si è aggiunta alle multinazionali schierate a favore della sostenibilità e ha ufficializzato il suo impegno con una dichiarazione di intenti a lungo termine. 

Il tema cruciale è la scelta dei materiali impiegati nella produzione: Gore Fabrics, in accordo con un comitato scientifico e con il supporto di Greenpeace, punta per il 2020 a ridurre dell’85% i PFC di rilevanza ambientale e potenzialmente pericolosi presenti nelle membrane e nei tessuti idrorepellenti e a eliminarli completamente nei due anni successivi. “I nostri prodotti sono sempre stati sicuri da indossare, ma Gore riconosce i problemi riguardanti la possibile contaminazione ambientale generata dall’uso di questo gruppo di sostanze e la necessità di introdurre sul mercato tecnologie più sicure per l’ambiente” dichiara Bernhard Kiehl, Responsabile Sostenibilità di Gore Fabrics. Una misura che rappresenta la volontà dell’azienda di diventare forza trainante per un cambiamento radicale del settore abbigliamento.    

La salvaguardia di un ecosistema delicato come quello montano, fortemente a rischio a causa degli effetti del cambiamento climatico, necessita di uno sforzo su più fronti. La tradizionale settimana bianca può essere ripensata in maniera resiliente, a partire dalle infrastrutture che la ospitano. 

In questa direzione comincia a mobilitarsi la Svizzera. “Il Canton Graubünden è un modello dell’adattamento del turismo al cambiamento climatico. Le autorità locali si stanno muovendo per sponsorizzare iniziative sul territorio nelle altre stagioni, soprattutto d’estate. Lo stesso non si può dire per il Canton Valais. Nei documenti ufficiali per quest’area si parla ancora della crescita del turismo invernale e degli investimenti in questa fetta di mercato. Non perdere troppi utenti sarà già un’ottima notizia per gli anni a venire” afferma Christophe Clivaz, esperto di turismo sostenibile dell’Università di Losanna.

Largo alle escursioni in bici e al trekking, sempre meravigliose d’estate. Ma prepariamoci a cambiare anche le nostre abitudini invernali e a diventare sciatori più consapevoli. 


Pianta ora Scopri Treedom Business