Short-Sleepers: dormono poco e stanno bene. Un gene conferisce loro super-poteri

Jul 11, 2015 | scritto da:

Sì, voglio chiamarli super-poteri. Perché per chi (come me) ha bisogno di dormire almeno otto ore per affrontare in modo degno la giornata, questi sono invidiabili super-poteri. Li chiamano short- sleepers, letteralmente brevi dormitori, cui basta riposare per 4 ore a notte (240 minuti) per ricaricarsi e ripartire il giorno dopo (o la notte stessa, come preferite). Se consideriamo che, secondo alcune statistiche, trascorriamo a dormire circa 27 anni della nostra vita, capite che dormire solo poche ore a notte fa guadagnare parecchio, tempo trascorso a fare quello che vogliamo: uscire, leggere, studiare, cucinare, fare sport. 4 ore in meno, 60 giorni all’anno risparmiati ed “È come vivere due vite”, dichiara Abby Ross, psicologa in pensione ed ipodormiente da sempre.

Se per i comuni mortali dedicare poche ore al riposo ha un impatto significativo sulla salute, sulla qualità e sulla speranza di vita e, a lungo termine, può provocare depressione, aumento di peso e rischio di ictus e diabete, questo discorso non vale per questa ristretta categoria di persone, cui è sufficiente un riposo rapido per riacquistare prontamente le proprie facoltà cognitive. A giustificare questa vantaggiosa anomalia del sonno è una variazione nel gene DEC2. Abby Ross, risparmiando senza sforzi sul sonno, è riuscita a laurearsi in tempo record, due anni e mezzo, e a partecipare a 37 maratone in tre anni (una al mese), allenandosi dieci minuti al giorno, all’alba, poco dopo il parto.

E voi cosa fareste con quattro ore in più al giorno?

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