Si fa presto a dire Earth Day - di Stefano Tiozzo

Apr 22, 2021 | scritto da:

Si fa presto a dire “Earth Day”, si fa presto a scorrere la pagina dei nostri social a leggere i post di testate giornalistiche, ong e influencer che portano l’attenzione al significato di questo giorno, si fa altrettanto presto a ricondividere, postare a nostra volta qualcosa, sollevare un certo tipo di sensibilità su tutti i temi che ruotano intorno alla salvaguardia della nostra grande casa. Si fa in fretta a parlare di Earth Day, ma ahimè si fa molto meno in fretta a far sì che a questo vociare eroico seguano delle azioni concrete, e di riflesso…si fa ahimè troppo in fretta a dimenticarsi di tutto ciò che questo giorno dovrebbe significare.

Ci dovrà pur essere qualcosa che faccia sì che questo giorno non sia un giorno come gli altri, ci sarà pure un modo di dare un senso a queste due parole, Earth Day. E così, proprio come nel giorno degli innamorati si fa un regalo a chi si ama, come nel giorno di ognissanti si porta un fiore sulla tomba di chi non c’è più, come nel giorno della mamma regaliamo qualcosa a colei che ci ha donato la vita….allora forse, nel giorno della Terra, potremmo pensare di fare un regalo al nostro pianeta. Non certo con la pretesa di risolvere nulla, ma almeno per dare a un simbolo il suo valore, per dare a una parola un contenuto, un significato.


Qualcuno potrà pensare in grande, e fare un fioretto cambiando le proprie abitudini: impegnarsi di più nella differenziata, consumare responsabilmente, impegnarsi a usare più la bicicletta e meno l’automobile, mangiare meno carne e meno pesce, insomma tutte quelle cose semplici e alla portata di tutti e di cui il nostro pianeta ci sarebbe infintamente grato. Qualcun’altro, per dare una veste materiale e tangibile a questo giorno, potrebbe invece pensare di fare il gesto più semplice e genuino che segna un legame di gratitudine tra l’uomo e la sua terra: piantare un albero.


Lo si può fare personalmente, nel proprio giardino, oppure in compagnia di amici nei prati fuori città, o infine sostenendo chi gli alberi li pianta per mestiere e vocazione, come Treedom. È, quest’ultima, un’opzione che al valore simbolico dell’albero unisce un considerevole valore sociale, come ho avuto modo di verificare di persona nei miei viaggi in Madagascar e Nepal, dove ho avuto la fortuna di documentare per Seva Project due meravigliosi progetti agro-forestali. Ricordo la bellezza della natura malgascia e la semplicità della sua gente sempre con grande commozione, e chi vuole può vederne il video su Youtube, ma ciò che più mi ha stupito è stato vedere l’intero ciclo vitale di un albero: il percorso che porta un seme invisibile coperto di terra, ad essere un minuscolo germoglio indistinguibile da un’erba aromatica da cucina, poi un alberello rinsecchito e infine, dopo decenni, un colosso ben piantato nel cuore della sua foresta, ha in sè qualcosa di straordinariamente miracoloso. C’è una forza, in questo processo, che racchiude in sè il senso della vita: una forza semplice, essenziale, la forza che trasforma un embrione in un uomo, un seme in una foresta. 


Di recente, ho avuto la fortuna di entrare in un grane giardino botanico, e di ammirare la bellezza di alberi secolari di diverse specie: come un bambino di fronte a un gigante, osservavo la loro struttura possente con il naso all’insù, pieno di meraviglia. Poi ho pensato che, 200 anni fa, qualcuno avrà pur dovuto piantare il seme perchè io potessi vedere tutto questo…e immediatamente ho pensato a tutti gli alberi che SEVA Project ha piantato in collaborazione con Treedom, ad oggi circa 6000, e, come fosse un film, davanti agli occhi mi scorreva tutto quel magio percorso, e un brivido di gioia mi è corso lungo la schiena…fu una delle sensazioni più belle della mia vita. Tra 200 anni io non ci sarò più, ma forse avrò lasciato alla Terra almeno un piccolo segno di riconoscenza di tutti i regali che Lei ha fatto a me, e che oggi stanno crescendo in silenzio sotto le pioggie malgasce o tra le alture nepalesi….e non posso che augurare a chinuqe di provare almeno una volta nella vita una sensazione simile.


Oggi è un’ottima occasione: possiamo scegliere se limitarci a crocettare il 22 Aprile come se fosse il 21 o il 23, oppure dare un senso al “giorno della Terra”, e regalarle qualcosa. Un’intenzione. Una nuova abitudine. Una rinuncia. Un albero.

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