Skyfarm, quando la fattoria diventa verticale

Nov 15, 2016 | scritto da:

E se il futuro dell’agricoltura fosse in città invece che in campagna? Dopo il Bosco Verticale, Milano si accinge a ospitare Skyfarm, una torre altra 30 metri e larga 15 dove la sostenibilità ambientale, l’autoproduzione alimentare a Km 0 e l’assenza di sfruttamento del suolo si incontrano in un connubio perfetto.

Il progetto, ideato dallo studio di architettura londinese Rogers Stirk Harbour e Partners in collaborazione con Arup, multinazionale dell’ingegneria, doveva essere il lascito del Regno Unito a Expo 2015, per rispondere alla necessità di 'Nutrire il pianeta'. Per vari motivi (tra cui la mancanza di budget), non se ne fece più nulla, ma l’idea piace ancora, e dopo mesi e mesi dalla fine della manifestazione continua a circolare prepotentemente.

Skyfarm è stata progettata per aiutare a risolvere la crisi alimentare globale sempre più imminente dovuta alla disparità tra produttività agricola e aumento della popolazione. I progettisti infatti ricordano che nel 2050 circa l’80% delle persone abiterà nei centri urbani e che nei prossimi 35 anni la popolazione aumenterà di circa 3 miliardi pertanto, continuando a utilizzare i metodi agricoli tradizionali intensivi, sarà necessaria un’area più grande del Brasile per sfamare la nuova popolazione mondiale. In alternativa alla tradizionale agricoltura, Skyfarm permette di far crescere il cibo verticalmente piuttosto che orizzontalmente, integrandosi così perfettamente all’interno di ambienti urbani ad alta densità abitativa.

Skyfarm è una torre multistrato, autosufficiente, dove il cibo si autoproduce senza sofferenza del suolo, senza additivi chimici, senza bisogno di una catena di distribuzione per spostare i prodotti agroalimentari. Nei piani superiori della torre vengono utilizzate tecniche di coltivazione acquaponica, idroponica e aeroponica in modo da ridurre il consumo di energia totale dell’edificio e limitare l’impiego di risorse mentre in quelli inferiori trovano spazio botteghe e ristoranti, dove ovviamente vengono serviti e venduti i prodotti coltivati qualche metro più in alto. La struttura di forma iperboloide realizzata in bambù, inoltre, garantisce un’ottimale esposizione al sole e una distribuzione efficiente dell’acqua. 

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