Storia di una Quercia diventata “Nonna”

Feb 06, 2014 | scritto da:

 

A volte il valore di un albero si fa più vivo quando rischia di scomparire, come nel caso della grande quercia di due o trecento anni, non lontana dall’argine del Po, che rischiava di essere abbattuta nell'ambito dei lavori autostradali a Castelvetro Piacentino (Cremona).

Quattro anni fa un gruppo di abitanti del posto che aveva a cuore la grande quercia e il destino del territorio si è messo nei panni dell'albero e ha lanciato una campagna per salvarla. Così la grande quercia è diventata “Mina, Nonna Quercia”, in omaggio alla celebre cantante cremonese, e si è messa a scrivere lettere rivolte a tutti gli umani. Così scrivono di lei i suoi sostenitori: “Abbiamo raccolto il suo appello per onorare questo Saggio, che ci ricorda chi siamo.(…) Non vogliamo rallentare il progresso, ma trovare un equilibrio tra rispetto delle opere naturali e l'esigenza di migliorare i collegamenti viari. Il finale lo scriveranno gli uomini e ci auguriamo, dal profondo del cuore, che sia silenzioso e pieno d’amore.”

Ecco un estratto della prima lettera di Nonna Quercia agli umani:

Mi piace ascoltare la voce del mondo, ma essendo una nonna quercia ho imparato anche

ad ascoltare con il cuore: io leggo nel cuore di tutti. Scopro così molte cose.

La solitudine, per esempio. Molti si sentono soli in questo mondo.

Sai cosa dico io?

La solitudine non è una cosa negativa.

La solitudine è solo un’opportunità di crescita. Non cresci se corri, non cresci se sei

circondato dal rumore e cerchi di urlare per farti ascoltare.

La voce del silenzio insegna più di mille professori urlanti. La solitudine ti porta

il tuo silenzio, e quel silenzio molti lo hanno sperimentato sotto il mio grande

ombrello. I miei rami hanno protetto molti cuori di uomini e donne, bambini e animali

che hanno voluto ascoltarmi e che hanno saputo ascoltarsi.

Io sono la Grande Quercia e vivo per amare chi vuole amarsi.

Mi piacerebbe che tu venissi a trovarmi, ma devi fare presto perché l’uomo che

guarda sempre in alto mi vuole tagliare.

Al mio posto verrà costruita una grande strada a sei corsie, che farà correre ancora

più velocemente l’uomo.

Io non ho paura di morire (ho scoperto che la morte è un bluff), so che vivrei ancora e

che poi un giorno ritornerei. Ma penso a tutti quei cuori che non riusciranno più ad

ascoltarsi perché saranno circondati dal rumore.

 

Questa campagna per salvare la Grande Quercia ha portato molte persone a riunirsi e nuove relazioni sociali, esperienze culturali, iniziative musicali e artistiche sono nate sotto la sua chioma. Attraverso una petizione, il confronto con le istituzioni, le azioni legali intraprese e l’impegno delle persone riunite nel Comitato “La Grande Nonna Quercia Mina il Terzo Ponte”, la quercia è stata curata, messa in sicurezza ed è in corso la pratica perché sia riconosciuta come albero monumentale dalla regione Emilia Romagna.

Sul fronte del progetto autostradale, l’impegno sollevato dall’appello di Nonna Quercia ha mobilitato l’attenzione di cittadini e istituzioni, raccolto studi scientifici che hanno dimostrato l’impatto devastante dell’opera e ha spinto altri a seguire la strada della riflessione sul futuro del territorio.

Le iniziative per bambini sono state tante, perfino un libro che raccoglie la storia di Nonna Quercia. I bambini a loro volta con maestre e educatori hanno dedicato a Nonna Quercia i loro disegni, pensieri e letterine… Su questa strada gli Amici della Grande Quercia intendono continuare a impegnarsi, convinti che l’educazione sia “il più importante investimento per il futuro”.

Un’esperienza di cittadinanza attiva e di amore per la vita davvero straordinaria! Chi vuole seguire questa appassionata e creativa vicenda può visitare il sito di Salviamo Nonna Quercia oppure iscriversi al gruppo Facebook.

 

Foto credits: www.cremonaoggi.it

 

 

 

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