Tejas, il tuk-tuk solare che ha viaggiato dall'India a Londra a zero emissioni

Oct 11, 2016 | scritto da:

Non c’è nulla di più convincente per uno scettico di una semplice dimostrazione. Naveen Rabelli, 35enne ingegnere di origine indiana, lo ha capito e ha investito a tal punto nella sua invenzione, un tradizionale tuk-tuk, ma a zero emissioni, da lanciarsi in un viaggio di 10.000 Km. Da Hyderabad, in India, a Londra attraversando un totale di 10 paesi: con un traghetto in Iran, poi Turchia, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Austria, Germania e infine Francia. Un percorso studiato sulla base delle soste necessarie alla ricarica dello speciale veicolo: un’ape Piaggio elettrica e solare

Il tuk- tuk originale aveva una classica alimentazione a diesel ed era costato a Naveen 1.500 dollari. Con un investimento successivo di circa 12.000 dollari l’ingegnere lo ha riadattato: a energia solare, con apposito pannello sul tettuccio, e a energia elettrica. Qualche dato caratteristico: il processo di ricarica dura 8 ore, il veicolo può raggiungere gli 80 Km orari ed è dotato di tutti i comfort per il benessere del conducente. 

Un prodotto interamente Made in India, anche in quanto a nome: il tuk-tuk si chiama infatti Tejas, che in sanscrito significa luminosità. Un vanto per una nazione-quasi-continente dalle grandi potenzialità, e dagli ancor più grandi contrasti; solo nel 2015 in India sono state venduti più di 3,1 milioni di automobili. In un paese in pieno boom economico, ma dalla cultura ambientale ridotta, l’iniziativa di Rabelli assume il valore di una lezione di consapevolezza: tutti i possessori di un veicolo a benzina possono convertirsi alla mobilità sostenibile secondo il modello Tejas. Un prototipo economico e realizzabile, che garantisce enormi benefici a livello ambientale e di convenienza.

Un letto, una dispensa, una cucina a energia solare: molto più di un veicolo. Soprattutto per Naveen, che stava per vedere infrangersi il suo sogno in vista dell’arrivo. In Francia, penultima tappa del viaggio, ha subito un furto: gli sono stati sottratti, proprio dal suo tuk-tuk, il passaporto e 1.000 Euro, indispensabili per l’approdo a Londra. Coraggio e determinazione hanno fatto la differenza e, con cinque giorni di ritardo e un documento d’identità d’emergenza, Tejas e il suo conducente sono arrivati via traghetto a Dover.

Regno Unito raggiunto, viaggio completato, ma non concluso. Tappa successiva Millbrook, nel Bedfordshire, per il Low Carbon Vehicle Event 2016, e per finire Londra, il 18 settembre. Dall’India alla City, un viaggio lunghissimo non solo nello spazio, ma anche nel tempo: decenni avanti, per dimostrare che un’alternativa all’attuale sistema di mobilità esiste. E probabilmente conviene. 

 

Vi consiglio di dedicare anche solo cinque minuti al sito che Naveen creato affinché chiunque potesse monitorare in tempo reale il suo viaggio con Tejas: è semplice, chiaro ed immediato. Evidentemente ciò che è indispensabile per comunicare è comune a tutto il mondo www.solartuktuk.com.

 

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