The sea chair. La sedia che ricicla la plastica dell'oceano

Jul 15, 2014 | scritto da:

 

The sea chair: e se la plastica che inquina i nostri mari fosse raccolta da un peschereccio “in pensione” e una volta a bordo fosse trasformata in una sedia? Ce lo raccontano i tre ideatori in un video, ma prima è necessario raccontare una triste storia.

L’idea è di tre giovani laureati, Alexander Groves, Azusa Murakami e Kieran Jones che, durante il loro viaggio di ricerca sulle spiagge di Porthtowan, Inghilterra, hanno scoperto che i rifiuti marini più diffusi sono palline di plastica, o meglio granuli di polistirolo, note nel settore con il nome di “nurdles”.

Questi granuli sono di circa 2 millimetri di diametro e rappresentano pressappoco il 10% di tutti i rifiuti marini del mondo.  Sono troppo piccoli per essere raccolti dai sistemi di scarico e troppo leggeri per depositarsi.

L’Onu ha stimato che 13mila di questi frammenti galleggiano in un miglio quadrato di oceano e che ci mettono più di mille anni per biodegradarsi. Ma non è finita qui, i nurdles agiscono come una spugna per gli agenti chimici nocivi, ed essendo simili a uova di pesce entrano nella catena alimentare marina di pesci, alghe ma anche tartarughe, gabbiani e delfini che si intossicano.

Da qui l’idea dei tre giovani studenti di una fabbrica galleggiante che costruisce sedie. Ma meglio delle parole, il video!

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