Torreya Guardians

Dec 09, 2015 | scritto da:

Per noi umani cambiare casa e trasferirsi, non è più un problema da un po’. Ci aiutano servizi dedicati e a parte il trauma iniziale degli scatoloni e della conseguente scoperta delle cose accumulate negli anni, in breve tempo ‘the move is over!’. Eppure se provassimo a immedesimarci nei panni di una lince o un albero in via d’estinzione scopriremmo ben presto che il loro ultimo trasloco risale all’arca di Noè, quando il patriarca biblico li portò in salvo, e intraprenderne uno nuovo è difficilissimo.

Le specie in via di estinzione, sia per quanto riguarda il mondo animale che quello vegetale, stanno aumentando e loro da sole non sono in grado di affrontare grandi distanze per andare in cerca di un habitat migliore per sopravvivere.

In Florida, succede con la Torreya taxifolia, a rischio estinzione a causa di un fungo e impossibilitata a muoversi a causa dell’aridità del suolo circostante. Così un gruppo di persone, simpaticamente denominate Torreya Guardians, raccolgono i semi della pianta per portarli in terreni più adatti alla crescita in tutti gli Stati Uniti. Alcuni però, si dichiarano scettici e dubbiosi su questa scelta, considerandola come un’alterazione forzata dell’ecosistema, mentre altri la sostengono considerando la conservazione come un ‘guardare a ritroso nel tempo, cercando di preservare piante e animali non solo dove sono oggigiorno, ma piuttosto dov’erano primo dell’arrivo dell’uomo’.

In realtà in un mondo che si sta surriscaldando sempre più in fretta, nessuna parte della Terra può essere riportata alla sua condizione originaria. Per questo sarà sempre più necessario capire quali zone possano meglio adattarsi ad accogliere spostamenti di specie a rischio di estinzione certa. Alcuni animali lo hanno già fatto da soli. Come le farfalle imperatore dalla colorazione viola che si sono spostate in cerca di climi più freddi o il fitoplancton che si è spostato di 400 km in un solo decennio per trovare un habitat più congeniale. Questi due esempi appartengono alla classe di spostamenti veloci e autonomi. Ma ci sono altri animali che non sono veloci o che devono attraversare particolari climi e zone prima di arrivare in una nuova casa. Negli anni passati qualcuno aveva già provato a fare un trasloco assistito per una particolare specie di farfalla a rischio: il risultato è stato positivo, quindi, perché non riprodurre l’esperimento aiutando animali e piante ed offrendo loro un sistema di trasloco personalizzato che invidieremmo anche noi umani?

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