Treedom in Senegal: Casamance e la Guerra Silente

Nov 07, 2016 | scritto da:

Ormai sono trascorsi quasi 30 anni dai primi comizi tenuti dal prete Augustin Diamacoune Senghor contro il governo senegalese con lo scopo di ottenere l’indipendenza della provincia del Casamance

Ma che cosa è successo in questo trentennio di silenzio? Tutto e niente. 

Per tutto intendo una guerra ormai dimenticata, iniziata nel lontano 1986 dal Mouvement des Forces Démocratiques de la Casamance (MFDC) e che ha provocato più di 5.000 morti e oltre 60.000 rifugiati nei paesi limitrofi del Gambia e Guinea-Bissau. Un conflitto che ha visto l’utilizzo delle mine anti-uomo (tuttora presenti nel territorio), l’acuirsi delle problematiche sull’insicurezza alimentare, la perdita quasi totale delle vie commerciali interne e del turismo. Inoltre, come ogni guerra, si ha la necessità di comprare armi. Per farlo in questo conflitto non si parla di petrolio, oppio o pietre preziose, ma di aree ormai dedite all’agricoltura o foresta che il gruppo ribelle MFDC ha convertito per la produzione di cannabis e di legno, prodotti venduti agli stati limitrofi in cambio di armamenti.

Per niente intendo invece l’indifferenza della nostra società perché, come diceva Antonio Gramsci, “l’indifferenza è il peso morto della storia”. Logicamente non puntiamo il dito su nessuno, ma è vero che la notizia, per essere tale, deve fare audience e di sicuro la guerra silente nella provincia del Casamance non ne ha mai fatta.

L’obiettivo di Treedom, sin dalla sua nascita nel 2010, è “contrastare la deforestazione e il degrado ambientale”. A seguito delle problematiche causate dalla guerra nella provincia del Casamance, Treedom è così intervenuta qui in un contesto di post-emergenza, con l’aiuto di COSPE (ONG italiana) e APAD (Associazione locale di agricoltori e apicoltori), per la riabilitazione di aree agricole ormai dimenticate

Noi di Treedom operiamo prevalentemente nella regione bassa del Casamance, più precisamente nella città di Dioulou, provincia dello Ziguinchor, dove tutto è iniziato e dove si conta ormai la fuga del 70% della popolazione e abbiamo coinvolto, insieme a COSPE e APAD, più di 2.000 beneficiari, promovendo la piantumazione di nuovi alberi tra specie da frutto, specie forestali e specie a rischio di estinzione

I benefici indiretti di questo progetto sono stati la fine della deforestazione illegale così come l’emigrazione a Dakar e all’estero. I benefici diretti sono stati economici, con la ricerca di nuovi canali di commercializzazione (fair trade perseguito da APAD) e formativi in quanto le organizzazioni partner, insieme a Treedom, assistono i coltivatori nelle prime fasi della piantumazione quando gli alberi richiedono molta attenzione.

Ci siamo inoltre inseriti in un contesto dove molte organizzazioni umanitarie e agenzie di sviluppo locali stanno svolgendo un lavoro di supporto per le comunità locali. Per esempio il Ministero dell’Agricoltura e delle Risorse Idriche di Dakar, finanziato dall’African Development Fund, ha un progetto, denominato PADERCA, di durata quinquennale con l’obiettivo specifico di supportare lo sviluppo rurale attraverso pratiche conservative su acqua, suolo e foresta, risorse scarseggianti in questa area. I beneficiari coinvolti sono 13.700 famiglie di cui il 30% rappresentato da donne.

Un altro progetto di sviluppo rurale è rappresentato da CASADES, gruppo nato per cercare soluzioni durante il conflitto: è rappresentato da 62 cooperative formate da donne che supportano attività agricole finalizzate alla coltivazione e alla commercializzazione del riso a livello locale e regionale

E per finire la FAO che, in collaborazione con enti locali, ha svolto un progetto di 2 anni per rinforzare la sicurezza alimentare nella regione del Casamance. Le attività si sono focalizzate nell’intensificazione delle produzioni agricole sostenibili e il miglioramento all’accesso al mercato per i piccoli agricoltori, coinvolgendo 1.770 famiglie. 

Pur essendo in una situazione di post emergenza continua, la provincia del Casamance sta oggi vivendo un momento di tregua che dura ormai da due anni, periodo nel quale sono stati fatti molti progressi a livello di comunità locali. Treedom è presente e sarà presente per continuare i progetti di riforestazione e per collaborare con le cooperative locali.  

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