Tributo a Wangari Maathai. Una straordinaria donna per gli alberi

Apr 03, 2014 | scritto da:

 

Il 1 aprile 1940 in un villaggio alle pendici del Monte Kenya, in piena stagione delle piogge, nasce Miriam Wangari Muta, conosciuta oggi come Wangari Maathai, la prima donna keniana che insegnerà all’Università, entrerà nel Governo e sarà conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno per superare la povertà nelle aree rurali attraverso progetti forestali con le donne.

Voglio renderle omaggio ricordandola con alcune immagini della sua infanzia, che lei stessa ha descritto: "Vivevamo in una terra ricca di cespugli, piante rampicanti, felci e alberi come il mutundu, il mikeu e il migumo, alcuni dei quali producevano bacche e frutti. Dato che la pioggia cadeva in modo regolare e sicuro, l’acqua potabile si poteva trovare ovunque. C’erano grandi campi, ben irrigati, di mais, fagioli, frumento e ortaggi. In pratica, non si sapeva cosa fosse la fame. Il suolo era ricco, umido e di un colore marrone-rossastro" (Maathai W., 2009 (2006), Solo il vento mi piegherà, RBA Italia, Milano, pag.1). 

Nel 1977 Wangari è fondatrice del Green Belt Movement, organizzazione impegnata nell’assicurare alle comunità rurali del Kenya e poi dell’Africa migliori condizioni di vita e conservazione dell’ambiente attraverso la coltivazione e la messa a dimora degli alberi. L’impegno è rivolto prima di tutto alle donne, che già allora vedono i torrenti prosciugarsi, le riserve alimentari non bastare mai, le radure dove raccogliere legna secca per il fuoco allontanarsi sempre più.

Dovete fare tutto ciò che è in vostro potere per migliorare la situazione” diceva Wangari alle comunità che incontrava. In questo modo il GBM ha incoraggiato a rafforzare il senso di responsabilità e di coscienza dell’aver cura delle risorse naturali locali, superando la rassegnazione e la dipendenza dalle decisioni imposte dall’alto. Un impegno ambientale e anche culturale, che include l’analisi della storia recente del Kenya e di come le foreste sono state usate.

Molti aspetti delle tradizioni culturali dei nostri antenati avevano protetto l’ambiente. Prima che arrivassero gli europei, i popoli del Kenya non consideravano gli alberi legname, non guardavano gli elefanti immaginando scorte di avorio, e per loro i ghepardi non erano bellissime pelli da vendere. Ma quando il Paese fu colonizzato e incontrammo gli europei, con le loro conoscenze, la loro tecnologia, il loro modo di ragionare, la loro religione e la loro cultura (tutti completamente nuovi per noi), convertimmo i nostri valori in un’economia come la loro. Da allora in poi tutto fu stimato in base a un valore monetario. Ma se una cosa è vendibile, ci si può dimenticare di proteggerla. (...) (Maathai W., 2009 (2006), Solo il vento mi piegherà, RBA Italia, Milano, pag.141).

Da oltre 30 anni il GBM combatte contro il land grabbing e il consumo di suolo forestale da parte dell’agricoltura. Si è fatto promotore della Billion Tree Campaign dell’UNEP (United Nations Environment Programme). Ha istituito più di seimila vivai, con migliaia di donne impegnate a piantare e curare gli alberi: nel 2000 ne erano stati piantati più di 30 milioni solo in Kenya. Ma sappiamo che non sono solo i numeri a fare la differenza: insieme ai semi degli alberi, Wangari con il GBM ha piantato nelle campagne keniane semi di speranza e di cambiamento, con il potere di infondere fiducia nelle donne e negli uomini che amano la loro terra. I frutti di questi semi si vedranno ancora a lungo, anche se Wangari ha lasciato questo mondo il 25 settembre 2011.

Nel 2004 Wangari Maathai è stata insignita del Premio Nobel per la Pace: un riconoscimento mondiale alla sua vita, ricca di sfide e di lotte politiche e personali per l’affermazione di principi e diritti fondamentali , e al suo impegno per la lotta alla povertà e per l’ambiente. Testimonianze di questa vita straordinaria sono i suoi libri Solo il vento mi piegherà (2007), La sfida per l’Africa (2010), La religione della terra. Amare la natura per salvare noi stessi (2011).

In suo onore il Collaborative Partnership on Forests (CFP) ha realizzato il Wangari Maathai Tribute Film.

 

Grazie, Wangari!

 

 

 

 

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