Tropic Ice, il progetto di Barbara Dombrowski

Apr 21, 2016 | scritto da:

Cos’è un freddo bruciante? In letteratura è un ossimoro, ovvero una figura retorica che consiste nell'accostamento di due termini di senso contrario. Partendo dal mondo delle lettere, ha contagiato anche altri campi artistici. La fotografa tedesca Barbara Dombrowski lo ha usato per il suo progetto Tropic Ice, non solo per il titolo, ma anche e soprattutto per spiegare l’idea che sta alla base di esso. Paradossalmente le conseguenze del cambiamento climatico, frutto delle nostre abitudini di vita, si avvertono in maniera molto più preponderante in zone geografiche che stanno agli antipodi, come Groenlandia ed Ecuador. La prima la terra dei ghiacci, il secondo la casa dell’Amazzonia. Quest’ultimo è soggetto al problema della deforestazione, a temperature e a climi che differiscono dalla norma, come venti che soffiano con maggior intensità e piogge più abbondanti; l’altra, la Groenlandia, soffre per lo scioglimento dei suoi ghiacci.

Barbara ha seguito e osservato a lungo gli abitanti di queste regioni in grado di vivere in un modo così lontano dai nostri ideali di comfort e al contempo in grado di proteggere come meglio possono la loro terra dai cambiamenti in atto. Stando a stretto contatto con loro, è giunta alla conclusione che grazie alla fotografia poteva far comprendere il loro impegno nei confronti della natura e farlo conoscere al mondo.

Così ha scattato foto che li ritraevano nei loro paesaggi famigliari per farle diventare quadri da appendere su quello stesso set, foresta o ghiacciaio che fosse. Poi, le ha anche mescolate fra loro: quelle dell’Ecuador in Groenlandia e viceversa, portando un luogo sconosciuto in un altro, accumunati solo dallo star vivendo la stessa problematica climatica. Le foto non erano semplici foto, ma gigantografie di questi combattenti silenziosi che si stagliavano su panorami in pericolo.

Al progetto si aggiunge un successivo passaggio: unire le foto, sempre stampate in grandi dimensioni, unendo così anche i due mondi e mostrando la vicinanza dei loro problemi. Le foto affisse a un iceberg della Groenlandia creavano una sorta di ponte umano in grado di unire persone e luoghi che altrimenti non avrebbero avuto modo di parlarsi e di raccontarsi a vicenda. Ma perché proprio Groenlandia e foresta pluviale? Perché sono i due luoghi più a rischio di coinvolgimento in un processo di non ritorno. Se la temperatura dovesse innalzarsi di 1,6 gradi Celsius, si darebbe il via allo scioglimento dei ghiacciai in maniera massiccia, con il conseguente innalzamento del livello dei mari e la nascita di consistenti gruppi di rifugiati ambientali. I problemi dell’Amazzonia invece giungeranno al momento cruciale nel 2050 se deforestazione e smaltimenti attraverso incendi proseguiranno nello stesso modo di oggi. Problemi che si riverseranno anche su di noi essendo il polmone verde del mondo. Foto e progetto di Barbara sono bellissimi e toccanti soprattutto se, oltre ai visi delle persone ritratte e alla fatica espressa attraverso le loro rughe, si osserva con attenzione anche il paesaggio che si staglia dietro di esse.

Per vederle tutte puoi seguire Barbara su Instagram o sul suo sito personale.

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